{"id":390,"date":"2022-11-02T12:57:02","date_gmt":"2022-11-02T10:57:02","guid":{"rendered":"https:\/\/francescarivolta.n1creative.net\/?p=390"},"modified":"2022-11-17T17:23:46","modified_gmt":"2022-11-17T15:23:46","slug":"vendetta-damore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/francescarivolta.n1creative.net\/index.php\/2022\/11\/02\/vendetta-damore\/","title":{"rendered":"Vendetta d&#8217;amore"},"content":{"rendered":"<h2><strong>Vendetta d&#8217;amore<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era una sera come tante, in una casa \u201cbene\u201d della provincia di Milano.<br \/>\nAlina aveva con s\u00e8 la solita scheda Internet, con la quale chiamava Pavel. &#8220;Meno male che stasera la rete<br \/>\nnon \u00e8 satura e la voce arriva bene&#8221;, pens\u00f2 Alina, sollevata, quando pot\u00e9 sentire la voce di Pavel. Il suo<br \/>\ninterlocutore e ragazzo si trovava a San Pietroburgo per lavoro. Alina non era con lui a causa del visto; se<br \/>\nnon sarebbe tornata in Italia entro il 6 settembre, data l\u00ec indicata, per lei sarebbero stati dolori; mentre<br \/>\nPavel sarebbe tornato in Italia il 30.<br \/>\nInutile dire che Alina ne fosse felice. Presto sarebbero stati insieme di nuovo, a Roma, dove Alina<br \/>\navrebbe svolto uno stage di un mese presso il Parlamento Europeo.<br \/>\nDurante la conversazione, Alina raccont\u00f2 a Pavel che un suo compagno di studi all&#8217;istituto Smol&#8217;ny<br \/>\n(americano e un tantinello pi\u00f9 vecchio di lei) le aveva chiesto per prima di entrare nel suo gruppo di<br \/>\nstudio. Ah, s\u00ec, e pure la seguiva dappertutto come un cagnolino.<br \/>\n&#8220;Evidentemente non aveva capito che noi due stiamo insieme!&#8221; disse Alina a Pavel, ridendo.<br \/>\nQuest&#8217; ultimo le rispose:-E perch\u00e8 avrebbe dovuto capirlo? Mi conosci, Alina, non vado in giro a<br \/>\nsbandierare i miei sentimenti!-<br \/>\nFu come se Alina avesse ricevuto uno schiaffo in pieno viso. Strinse il telefonino cos\u00ec forte da farsi<br \/>\ndiventare le nocche bianche.<br \/>\nContinuava a parlare con Pavel come un&#8217;automa, mentre nel petto il dolore le montava sordo. Alla fine<br \/>\nchiuse la conversazione, con grande sollievo. Gli tir\u00f2 dietro tutte le parolacce in spagnolo che sapeva. &#8220;Ah<br \/>\ns\u00ec? Non doveva capirlo? Come quella volta a Pisa che non sapevi come presentarmi ai tuoi amici? Dopo<br \/>\nun anno e mezzo che stiamo assieme?&#8221; e gi\u00f9, altri insulti . Alla fine le venne un&#8217;idea; si calm\u00f2.<br \/>\n&#8220;Uhmmm&#8230;..dov&#8217;\u00e8 il numero di Dimitri?&#8221;<br \/>\nDimitri era un amico di Pavel, che viveva a Roma; aveva contatti nel mondo del cinema e aveva messo su<br \/>\nuna ditta di computer. Era stato lo stesso Pavel a presentarli, un anno prima. Dima era un suo ex<br \/>\ncompagno di scuola, che si era sposato con un&#8217;italiana pi\u00f9 vecchia di lui di dieci anni, Ramona.<br \/>\nDima e Alina avevano chiacchierato come vecchi amici, fin dalla prima volta che si erano incontrati . Si<br \/>\nerano poi rivisti una seconda volta a Pisa in maggio e per salutarla, Dima era letteralmente volato nelle<br \/>\nbraccia di Alina. Insieme a loro, c&#8217;erano Pavel e altri amici. Dima e Alina anche quella volta<br \/>\nchiacchierarono fitto fitto per tutta la sera. Poi Pavel non aveva pi\u00f9 soldi nel telefonino e per chiamare<br \/>\nAlina (a suo parere, in bagno da troppo tempo) aveva usato quello di Dima&#8230;cos\u00ec Alina registr\u00f2 il suo<br \/>\nnumero.<br \/>\nDima fisicamente era il tipo ideale di Alina: biondissimo, con gli occhi color fiordaliso, magro e<br \/>\nmuscoloso. Sopratutto, nemmeno Alina gli dispiaceva.<br \/>\nAlina lo chiam\u00f2 con la scusa di dirgli che ormai aveva trovato casa a Roma senza problemi; naturalmente<br \/>\nDima la invit\u00f2 ad incontrarlo, con Pavel.<br \/>\nAl telefono risero e scherzarono molto. Alla fine del colloquio, Alina pens\u00f2:-Pavel, ora ti sistemo io!<br \/>\nVedrai a Roma!-<br \/>\nSua madre, dona Alba, entr\u00f2 in camera sua, avendola sentita bestemmiare come un marinaio. Alina aveva<br \/>\nancora il viso bianco dall&#8217;ira. Dona Alba gliene chiese il motivo. Lod\u00f2 la pazienza e il sangue freddo della<br \/>\nfiglia; ci fosse stato al telefono suo marito e avesse osato dirle una cosa simile, avrebbe anche lei<br \/>\nricoperto don Corrado di insulti, ma direttamente al telefono.<br \/>\nSugger\u00ec inoltre di non farsi trovare nemmeno in stazione, quel giorno, a Roma. Ma Alina insistette,<br \/>\nadducendo il fatto che ormai aveva promesso e che non avrebbe fatto la figura dell&#8217;inaffidabile.<br \/>\nDona Alba balbett\u00f2:-Come vuoi, Alina, ma per questa volta avresti avuto tutto il mio appoggio per<br \/>\nl&#8217;inaffidabilit\u00e0. Ora dormi, la notte ti porter\u00e0 consiglio.-<br \/>\nFacciamo un passo indietro e vediamo chi sono Alina e Pavel.<br \/>\nAlina Beatriz Redaelli Hurtado y Herrera era nata a Granada il 12 ottobre 1981, da madre spagnola e<br \/>\npadre italiano. Era bellissima; un po&#8217; piccola di statura, ma con occhi e capelli neri e la pelle scura; aveva<br \/>\nun viso da Madonna del Murillo. Sotto questa apparente dolcezza, aveva ereditato dal padre (un<br \/>\nlombardo) il carattere inflessibile; dalla madre l&#8217;orgoglio e la passionalit\u00e0 spagnola. Figuratevi che<br \/>\ncarattere aveva&#8230;<br \/>\nDa un anno amava Pavel, corrisposta, stando a quello che diceva lui.<br \/>\nEra nato a S.Pietroburgo nel 1971, aveva i capelli biondo scuro e gli occhi azzurri. Era stato campione di<br \/>\njudo e di scacchi.<\/p>\n<p>Aveva per\u00f2 un grosso problema: aveva un figlio di quattro anni da una precedente relazione; l&#8217;ex moglie,<br \/>\nImmacolata, viveva a Brindisi col bambino.<br \/>\nAlina avrebbe anche sopportato questa situazione, se Pavel non avesse citato Brindisi a ogni pi\u00e8 sospinto.<br \/>\nPer questo motivo avevano litigato furiosamente diverse volte. Pavel si difendeva dicendo che Alina<br \/>\nvedeva sempre &#8220;quello che non c&#8217;era&#8221;.<br \/>\nPer esempio: lui raccontava con dovizia di particolari quello che la famiglia di Immacolata faceva o<br \/>\ndiceva e Alina lo implorava di smetterla? Erano i nonni di suo figlio, che diamine!<br \/>\nNon sapeva esattamente dove fosse Immacolata e ne era preoccupato? Era pur sempre la madre di suo<br \/>\nfiglio, no?<br \/>\nConservava ancora tutti i suoi numeri di telefono, quelli ormai non pi\u00f9 attivi compresi? Gli servivano,<br \/>\npunto e basta. Alina non doveva impicciarsi.<br \/>\nAlina aveva quindi deciso di non indagare pi\u00f9 sul passato di Pavel, per due motivi: uno, perch\u00e8 ogni volta<br \/>\nne spuntava fuori una nuova; due, perch\u00e8 ogni volta ci soffriva sempre di pi\u00f9.<br \/>\nPavel poi non era abbastanza furbo da ricordarsi ci\u00f2 che aveva detto, cos\u00ec ogni volta si contraddiceva;<br \/>\nquesto fatto disturbava Alina non poco, avendo un&#8217;ottima memoria.<br \/>\nPer esempio: una volta Pavel, presente anche dona Alba, aveva raccontato ad Alina che Immacolata aveva<br \/>\nallattato il loro figlio Daniele per circa quattro mesi.<br \/>\nUn po&#8217; di tempo dopo, a San Pietroburgo, aveva detto ad Alina che Immacolata aveva allattato Daniele<br \/>\nper un solo mese.<br \/>\nCapirete che Alina non ne poteva pi\u00f9 di queste bugie e non gli credeva pi\u00f9 quando Pavel le diceva di<br \/>\namarla.<br \/>\nCos\u00ec Alina e dona Alba partirono per Roma.<br \/>\nIn treno discussero di Pavel. Dona Alba, dopo lo sfogo di quella sera, raccomand\u00f2 ad Alina di non<br \/>\nperdere la pazienza, di non &#8220;tagliare&#8221; bruscamente. Le ricord\u00f2 che ogniqualvolta lei si era trovata in<br \/>\nsituazioni di bisogno vero e proprio, Pavel l&#8217;aveva aiutata.<br \/>\nAllo stesso tempo, non negava che sua figlia per quegli aiuti stava pagando un prezzo troppo alto.<br \/>\nArrivarono a Roma, incontrarono Pavel e si diressero verso la casa di Alina. Non le piacque: era a<br \/>\npianterreno, non arrivava la luce del sole e sarebbe stato alquanto rumoroso. La padrona di casa le<br \/>\nsnocciolava tutte le celebrit\u00e0 che erano passate da l\u00ec. Alina pensava:-Sar\u00e0, ma Rupert Everett e le ragazze<br \/>\ndi Miss Italia quando avranno visto un po&#8217; di luce?-<br \/>\nIntanto che Alina si guardava intorno, studiava il comportamento di Pavel, per sapere se dare un taglio<br \/>\nnetto oppure no. Non pensava minimamente che Pavel sarebbe andato a trovarla spesso, conoscendo la<br \/>\nsua spilorceria.<br \/>\nRicordava il giugno precedente, quando si era trasferita nella casa al mare dei suoi genitori per<br \/>\nrisparmiare, a poco pi\u00f9 di un&#8217;ora di treno da Pisa.<br \/>\nPavel trovava ogni scusa per rimanere a Pisa e farsi raggiungere da Alina. La pi\u00f9 gettonata?Secondo lui 3<br \/>\neuro per il biglietto del treno, da spendere ogni giorno sarebbero stato troppi. A sentire questo, Alina and\u00f2<br \/>\nin bestia e ag\u00ec per vie traverse: spost\u00f2 la sede dei suoi studi del terzo anno all&#8217;estero. Non pi\u00f9 a Nizza ma a<br \/>\nLilla; cos\u00ec almeno avrebbero avuto una scusa migliore per non vedersi.<br \/>\nRicordando questo, Alina pensava:-Figuriamoci se si sobbarca due-tre ore di treno per Roma!-<br \/>\nMa contro ogni logica, Pavel pass\u00f2 a trovarla spessissimo. Ma&#8230;c&#8217;era un ma.<br \/>\nLui faceva in modo di lasciare Roma sempre prestissimo la mattina, con la scusa del lavoro. D&#8217;accordo,<br \/>\nera un matematico, aveva bisogno di concentrarsi, ma aveva orari pi\u00f9 flessibili di quelli di un comune<br \/>\nimpiegato!Avrebbe potuto rimanere da Alina qualche ora in pi\u00f9!<br \/>\nIl giorno 30 settembre era un marted\u00ec; Alina gli aveva perdonato l&#8217;alzataccia, in quanto doveva essere<br \/>\npuntuale al lavoro.<br \/>\nMa il week end seguente, di domenica, Pavel la fece alzare alle 6. Allora s\u00ec che Alina si irrit\u00f2 sul serio.<br \/>\nLa sera prima avevano visto i tabelloni della stazione; ci sarebbe stato un treno esattamente due ore dopo.<br \/>\nAlina, con le dovute cautele glielo propose, ma lui le rispose:-Alina, non \u00e8 che non voglio stare con te, ma<br \/>\nsono indietrissimo col lavoro. Quando arrivo vorrei trovare la mensa ancora aperta. Hai visto anche tu che<br \/>\n\u00e8 molto economica e io sono spesso tirato coi soldi!-<br \/>\nAlina sapeva benissimo che con Pavel era inutile discutere. Ma ci\u00f2 non le imped\u00ec di pensare:-Cosa ti<br \/>\ncambia due ore in pi\u00f9 qui? Mi credi una bambina di tre anni, con la scusa della mensa? Va l\u00e0, quando vuoi<br \/>\ni soldi ce li hai!- Gli mise il broncio, a ragione. Pavel se ne accorse e gliene chiese il motivo. Dato che<\/p>\n<p>quando a Pavel si facevano notare queste scuse poco credibili si arrabbiava dando ad Alina della<br \/>\nparanoica, lei gli rispose che aveva mal di denti.<br \/>\nApr\u00ec la bocca e Pavel constat\u00f2 che il dente del giudizio le faceva davvero male. Era meglio andare a casa<br \/>\na prendere un antidolorifico. Alina, con un sorriso falso, lo ringrazi\u00f2:-Grazie Pavel, sei proprio carino!-<br \/>\nA casa, Alina si distese e prese il suo Aulin. Pavel dopo un po&#8217; le disse:-Va meglio?-<br \/>\nAlina:-S\u00ec Pavel. Stasera fa fresco, preferirei non uscire, il freddo non fa bene ai denti.-<br \/>\nPavel insist\u00e8 un altro po&#8217; per portare Alina a mangiare fuori, ma aggiunse che non aveva molti soldi,<br \/>\nquindi Alina avrebbe dovuto sganciare. Non era un&#8217;eccezione. Altra cosa che mandava in bestia Alina:<br \/>\nPavel piangeva sempre miseria, ma intanto riempiva suo figlio di giocattoli e videocassette.<br \/>\nPer ripicca gli rispose che neanche lei era ben fornita, quindi era meglio che stessero a casa.<br \/>\nNaturalmente anche i genitori di Alina sapevano di questa cosa e non faceva loro piacere. Va bene che<br \/>\nl&#8217;Italia e la Spagna erano paesi molto conservatori, ma tutte le volte che Alina era uscita con gli amici, sia<br \/>\npure americani, svedesi o olandesi tutt&#8217;al pi\u00f9 dividevano le spese. Dona Alba diverse volte aveva detto che<br \/>\n&#8220;su orgullo de hombre&#8221; era davvero sottozero, se Pavel si comportava cos\u00ec!<br \/>\nQuella volta che a S. Pietroburgo Alina aveva fatto notare a Pavel questa cosa, le aveva gridato dietro che<br \/>\nera una mocciosa viziata, con un computer al posto del cuore. Come poteva essere tanto meschina?<br \/>\nSapeva benissimo che lui guadagnava poco; se voleva che le si pagasse tutto, che si fidanzasse con Felipe<br \/>\ndi Spagna!<br \/>\nQuando lei aveva ribattuto che lui ai tempi quasi aveva mantenuto Immacolata, le rispose (stizzito) che ai<br \/>\nquei tempi S.Pietroburgo era molto meno cara e lui era anche direttore di una Borsa.<br \/>\nAlina fu costretta a mandare gi\u00f9 questo rospo, che non aveva ancora digerito.<br \/>\nFu cos\u00ec che Pavel se ne torn\u00f2 ai suoi importantissimi impegni a Pisa e Alina al suo lavoro al Parlamento.<br \/>\nLavorava fino alle 7 di sera, saltando spesso le pause pranzo. Dimagr\u00ec tantissimo. Per\u00f2 le piaceva come<br \/>\ncambiava il suo corpo, nonostante le colleghe dicessero che stava scomparendo. Quando aveva un po&#8217; di<br \/>\ntempo, se ne andava in giro per Roma, spendendo e spandendo.<br \/>\nUna sera, tornando a casa dall&#8217;Internet caf\u00e8 vicino alla Fontana di Trevi, Alina si ricord\u00f2 di Dima. Lo<br \/>\nchiam\u00f2 e fu felicissimo. Combinarono per la domenica sera seguente, il giorno dopo il suo compleanno,<br \/>\nquando Pavel sarebbe andato a Brindisi da suo figlio. Finita la conversazione, Alina non sentiva rimorsi:-<br \/>\nIn fondo non tolgo nulla a Pavel, \u00e8 a Brindisi!-<br \/>\nQuel venerd\u00ec Pavel torn\u00f2 a Roma, ma sarebbe dovuto partire alle 23.30 per Brindisi.<br \/>\nCon Alina sembr\u00f2 andare tutto bene: passeggiarono per Roma, andarono ad una mostra sui surrealisti,<br \/>\npresero il gelato&#8230;<br \/>\nFinch\u00e8 Pavel attacc\u00f2 a parlare di suo figlio e di quella famiglia di pazzi che si ritrovava attorno. Alina<br \/>\npregava che la smettesse. Per di pi\u00f9 Pavel aggiunse:- S\u00ec Alina, quest&#8217;estate volevo mandare un<br \/>\ntelegramma per avvertirli che sarei andato da loro cinque giorni&#8230;-<br \/>\nAlina si gir\u00f2 di scatto e sbott\u00f2:-Come?-<br \/>\nPavel:-S\u00ec, cinque giorni. Che hai da fare quella faccia?-<br \/>\nAlina:-Io proprio non capisco. Punto primo: non venivi da me molto spesso perch\u00e8 asserivi che tre euro al<br \/>\ngiorno erano troppi&#8230; e volevi stare a Brindisi cinque giorni?Analizza bene: per raggiungere Brindisi e<br \/>\ntornare ci vogliono circa 100 euro, giusto? Mettici pure quattro notti in albergo&#8230;e poi dici di non avere<br \/>\nsoldi! Punto secondo: dici sempre che quella famiglia ha problemi psicologici e volevi stare dietro a loro<br \/>\ncinque giorni?Visto che la tua matematica \u00e8 cos\u00ec importante, come l&#8217;avresti messa?-<br \/>\nPavel, con una voce che sembrava metallo:- Ascoltami bene Alina: Daniele \u00e8 mio figlio!Se quelli non mi<br \/>\navessero fatto impazzire cambiandomi le date in continuazione io altro che cinque giorni sarei stato l\u00ec!<br \/>\nAnche un anno! E&#8217; mio figlio, la vuoi capire o no? Non farmi scegliere tra me e lui, avresti la peggio al<br \/>\ncento per cento! Quando fai cos\u00ec mi dai sui nervi! Specialmente con quel tuo sorrisetto sardonico!-<br \/>\nAlina non si scompose. Pens\u00f2:-Benissimo, ora tocca a me!-<br \/>\nVide l&#8217;annuncio di una festa in una qualche discoteca di Roma. Alina, tranquillissima, aggiunse:-Chiss\u00e0<br \/>\nche bella festa sar\u00e0!E&#8217; proprio per domani!Peccato che Dima non possa accompagnarmi!-<br \/>\nPavel, dal suo mondo:-Perch\u00e8 proprio Dima?-<br \/>\nAlina:-Conosce Roma e tutti i suoi pi\u00f9 bei locali! Domenica sera cominceremo a scoprirne qualcuno<br \/>\ninsieme.-<br \/>\nPavel, sbigottito:-Cosa?-<br \/>\nAlina, serafica:-S\u00ec, con lui, che male c&#8217;\u00e8? Tanto tu non ci sei!-<\/p>\n<p>Pavel, urlando:-Cosa ti \u00e8 saltato in mente? Sei stata tu a lanciare il sasso, vero? Ma lo sai che in Russia<br \/>\nnessuna donna inviterebbe un uomo?-<br \/>\nAlina(dentro di s\u00e8 ballando dalla gioia):-E non farla lunga! Ha ragione mia madre, sei un provincialotto<br \/>\nbrindisino mascherato da russo! Io e Dima ci troveremo alle otto circa, ci facciamo una birra a Trastevere,<br \/>\npoi a mezzanotte mi riporta indietro, che male c&#8217;\u00e8?-<br \/>\nPavel strinse le labbra.<br \/>\nIn vista del suo appartamento, Pavel disse, come se stesse sputando fiele:-Lascia che lo chiami, il tuo caro<br \/>\namico! Ce l&#8217;hai il numero, no?-<br \/>\nAlina, calmissima:-Fa&#8217; pure!Io non ti nascondo nulla; il numero di Dima ce l&#8217;hai pure tu!-<br \/>\nPavel chiam\u00f2 Dima, che casc\u00f2 dalle nuvole. &#8220;Oddio&#8221; pens\u00f2 quest&#8217;ultimo &#8220;se gli dico che esco con Alina,<br \/>\nchiss\u00e0 quanti pasticci!&#8221;.<br \/>\nDopo la conversazione, Pavel torn\u00f2 da Alina, dicendole, con uno sguardo di pietra:-Molto interessante, il<br \/>\ntuo corteggiatore non sa nemmeno che sei a Roma!-<br \/>\nAlina, senza scomporsi :-Che vuoi, si sar\u00e0 fatto due canne!-. Pens\u00f2:-Uno a zero per me!Adesso capisci<br \/>\ncosa vuol dire un&#8217;interferenza nella coppia?-<br \/>\nMangiarono, uscirono a passeggiare un altro po&#8217; e Pavel prese il treno per la sua Brindisi.<br \/>\nTornando a casa, Alina not\u00f2 alcune chiromanti a Piazza Navona, vicinissimo a casa sua. Si ferm\u00f2 da una,<br \/>\nla salut\u00f2 in russo. La sua interlocutrice spalanc\u00f2 gli occhi e le chiese dove l&#8217;avesse imparato cos\u00ec bene.<br \/>\nAlina le rispose che glielo aveva insegnato il suo ragazzo; in merito voleva delucidazioni.<br \/>\nLa chiromante le disse che al momento si sentiva alquanto confusa, ma che ci sarebbe stato un<br \/>\ncambiamento in amore. Aggiunse:-Cara mia, conosco i miei connazionali. Per quanto siano innamorati,<br \/>\nnon tollerano troppe intrusioni. Se sarai pi\u00f9 calma, anche lui lo sar\u00e0. Perdonami, ma dalle carte vedo che<br \/>\nsei parecchio birichina; ti diverti un mondo a stuzzicarlo!-<br \/>\nFinirono il consulto. Alina pag\u00f2 e se ne and\u00f2 a casa a dormire.<br \/>\nIl giorno dopo trascorse alquanto pigramente. Alina si lav\u00f2 i capelli e dedic\u00f2 tutto il giorno a farsi bella<br \/>\nper Dima. Finita la cura del corpo, rimase tutto il giorno a letto a leggere l&#8217;ultimo romanzo di Isabel<br \/>\nAllende e a sonnecchiare.<br \/>\nA dire il vero, non contava troppo sulla chiamata di Dima&#8230;ma chiam\u00f2. Si misero d&#8217;accordo per le otto.<br \/>\nDopo le telefon\u00f2 Pavel, aggiornandola sugli ultimi sviluppi della sua telenovela. Le disse che Immacolata<br \/>\nsi trovava a Marsala per motivi di salute. Alina al telefono gli snocciol\u00f2 le solite banalit\u00e0, ma pens\u00f2:&#8221;Cosa<br \/>\nme ne frega di dov&#8217;\u00e8 tua moglie?Come se io, dopo tre anni che l&#8217;ho piantato, conoscessi tutti gli<br \/>\nspostamenti e inciuci amorosi di Tomas, il venezuelano!Beh, sta&#8217; a vedere che se \u00e8 vero che operano tua<br \/>\nmoglie a Brescia, almeno cominceresti a farti piacere il Nord, visto che finora l&#8217;hai sempre evitato come la<br \/>\npeste! Fa&#8217; quello che vuoi, l&#8217;importante \u00e8 che non ficchi il naso nei miei affari!E allora sar\u00f2 io a darti del<br \/>\nparanoico!&#8221;<br \/>\nAlle 19.30 Alina usc\u00ec di casa. Era vestita da battaglia: maglietta scollata e stringata modello Moulin<br \/>\nRouge, jeans a vita bassissima, cinturone modello Shakira, scarpe zeppate e&#8230;lenti a contatto azzurre.<br \/>\nVisto che a Pavel non piacevano, sarebbero piaciute a Dima. Sicuramente si sarebbe inteso un po&#8217; pi\u00f9 di<br \/>\nmoda!<br \/>\nArriv\u00f2 di fronte alla libreria con un quarto d&#8217;ora di anticipo. Girell\u00f2 attorno. In mezzo alla calca, non not\u00f2<br \/>\nDima. Si sent\u00ec chiamare. Si gir\u00f2. Era Dima, tutto vestito di nero. Le corse intorno, la salut\u00f2 molto<br \/>\ncalorosamente. Alina rispose con altrettanto calore coi tre baci di rappresentanza e con un &#8220;E&#8217; morto il<br \/>\ngatto?&#8221;alludendo al suo look monocolore. Lui rise.<br \/>\nLa fece salire in moto e se la port\u00f2 a Trastevere, proponendole i locali strada facendo. Dima aveva i<br \/>\ngomiti attaccati alle ginocchia di Alina. &#8220;Di solito i gomiti si tengono sollevati&#8230;&#8221;pens\u00f2 Alina. Ad un<br \/>\ntratto le disse:-Alina, attaccati meglio!Se voli gi\u00f9 sono affari miei!-<br \/>\nAlina:-Ok- e mise le sue mani intorno alla vita e si schiacci\u00f2 contro la sua schiena.<br \/>\nAttraversarono il ponte, posteggiarono e cominciarono a curiosare per il quartiere, parlando del pi\u00f9 e del<br \/>\nmeno: i film di Gaidai (di cui Alina era una grande fan), i rispettivi lavori, la musica, i viaggi etc. Dima le<br \/>\naugur\u00f2 buon compleanno.<br \/>\nAlina non sapeva dove guardare e Dima appena poteva appiccicava il suo braccio a quello di Alina e di<br \/>\ntanto in tanto lo appoggiava alla sua vita. Finalmente trovarono un Irish pub ed entrarono.<br \/>\nTra una birra e un Baileys, Alina scopr\u00ec che a Dima sarebbe tanto piaciuto studiare lo spagnolo: lo trovava<br \/>\ncos\u00ec bello!Aveva pure tutti i dischi di Manu Chao, il cantante preferito di Alina. A Pavel non piaceva, in<br \/>\nquanto no-global ricco sfondato che pretendeva di essere amico dei poveri.<\/p>\n<p>Alina tir\u00f2 fuori il discorso delle TATU, che avevano fatto tanto scandalo, ricordando di aver sentito la<br \/>\nversione russa di &#8220;All the things she said&#8221; gi\u00e0 nel dicembre del 2000 a Odessa. Il discorso cadde cos\u00ec su<br \/>\nquella citt\u00e0, sui passati amori di tutti e due che ancora vivevano l\u00ec, sul modo di riprendersi dalle<br \/>\nubriacature.<br \/>\nDima beveva litri di latte, mentre Alina ci dormiva sopra e beveva cerveza.<br \/>\nStavano chiacchierando da un bel po&#8217; quando Dima la trascin\u00f2 sotto la lampada e disse:-Ma tu di che<br \/>\ncolore hai gli occhi?-<br \/>\nAlina:-Scuri!-<br \/>\nDima:-Caspita, le lenti blu ti stanno da Dio, sono cos\u00ec naturali!-<br \/>\nAlina, con un caldo sorriso:-Grazie!-<br \/>\nIn quella, trill\u00f2 il suo telefonino. Era Pavel, che chiamava da una pizzeria di Brindisi. Dopo i soliti<br \/>\nconvenevoli, spar\u00f2:- Tu e Dima allora vi siete incontrati? Dove siete di bello?-<br \/>\nAlina, calma:- A Trastevere, in un locale molto carino. Ecco Dima, te lo passo.-<br \/>\nDima e Pavel chiacchierarono per un bel po&#8217;; Dima si scus\u00f2 con Pavel per avergli mentito, dicendogli che<br \/>\nnon sapeva come avrebbe reagito a sapere che sarebbe uscito con la sua ragazza. Ripass\u00f2 Pavel ad Alina.<br \/>\nLe augur\u00f2 di divertirsi, stizzito. Alina gli rise in faccia, pens\u00f2:-Ora vedi come mi sento io a sapere che hai<br \/>\nattorno quella manica di psicopatici e che pure ci stai bene?E a sapere che alle undici passate te ne vai a<br \/>\nzonzo?Mo&#8217; io faccio lo stesso!Come tuo suocero o chi per esso ti ha riaccompagnato in albergo stasera, lo<br \/>\nstesso far\u00e0 Dima!-<br \/>\nDima la riport\u00f2 sulla Terra dicendole:-Accidenti, che gelosone \u00e8 Pavel!-<br \/>\nAlina rispose:-Un uomo innamorato non \u00e8 pi\u00f9 tale, ma un radar!Lo stesso vale per le donne!-<br \/>\nDima:-Vabb\u00e8 Alina, paghiamo e andiamo a fare una passeggiata! Ti va Via Veneto?-<br \/>\nAlina:-Altroch\u00e8!-<br \/>\nDima pag\u00f2. Fuori dalla birreria lui ed Alina continuarono a chiacchierare. Non lo seppe nemmeno Alina<br \/>\ncome successe&#8230;aveva la mano di Dima nella sua. Sent\u00ec addosso una scarica elettrica e un caldo tropicale.<br \/>\nAnche Dima si stringeva ad Alina, sempre di pi\u00f9. Alina pregava che quel momento fosse eterno&#8230;non<br \/>\nsentiva pi\u00f9 la terra sotto i piedi e aveva la testa immersa nella nebbia. Ma alla fine arrivarono alla moto.<br \/>\nDima le diede il casco e partirono.<br \/>\nPer Alina quel viaggio verso Via Veneto fu come quello di una principessa delle fiabe. Si sentiva al<br \/>\nsettimo cielo, non gliene importava pi\u00f9 nulla di quello che combinava Pavel a Brindisi.<br \/>\nIntanto Dima approfittava di ogni semaforo rosso per accarezzare Alina.<br \/>\nAlina era felice anche per un motivo un po&#8217; venale: Dima le aveva categoricamente vietato di mettere<br \/>\nmano al portafoglio, insistendo sul fatto che quella sera era sua ospite. Non era n\u00e8 sua moglie n\u00e8 la sua<br \/>\nfidanzata e nemmeno Dima era miliardario!<br \/>\nAltro che Pavel, che faceva pagare lei con la massima leggerezza!<br \/>\nMa gi\u00e0, Dima non aveva n\u00e8 ex mogli a cui pagare gli alimenti n\u00e8 marmocchi da viziare!<br \/>\nArrivati a Via Veneto, Dima le disse:-Avanti Alina, che fai incollata alla moto?-<br \/>\nAlina:-Ora scendo!-<br \/>\nEntrarono per mano all&#8217;Hard Rock Caf\u00e9. Come da copione, Dima ordin\u00f2 una vodka, mentre Alina un<br \/>\n&#8220;Cuba libre&#8221;. Sullo schermo scorreva il video di Lenny Kravitz: &#8220;I want to get away, I want to fly away,<br \/>\nyeah, yeah, yeah&#8230;.&#8221;<br \/>\nInfine, Dima chiese ad Alina come avesse conosciuto Pavel e lei glielo raccont\u00f2. Le domand\u00f2 anche cosa<br \/>\nstudiasse di preciso e il perch\u00e8 di tutti quei viaggi. Alina rispose a tutto. Mentre parlava, Alina<br \/>\npensava:&#8221;Evidentemente Pavel non gli ha raccontato granch\u00e8 di me, mentre Dima avrebbe saputo perfino<br \/>\ndire quante volte al giorno vomitava Immacolata quand&#8217;era incinta!Dai sorrisini che Dima ha fatto quando<br \/>\nio ho accennato al passato di Pavel, vuol dire che la sa molto, ma molto lunga!-<br \/>\nPoi il discorso pass\u00f2 su: come marinavano la scuola, compagni, professori, etc. Stufatosi dell&#8217;Hard Rock<br \/>\nCaf\u00e8, Dima propose:-Alina, qui c&#8217;\u00e8 troppa gente. Andiamo fuori che \u00e8 meglio!Ti piacer\u00e0 passeggiare per<br \/>\nVia Veneto, ne sono sicuro!-<br \/>\nAlina:- Volentieri!-<br \/>\nDima pag\u00f2: 25 euro. Per Pavel sarebbe stata una somma astronomica, se spesa con Alina; normale se<br \/>\ninvestita in cianfrusaglie per suo figlio.<br \/>\nIn quella squill\u00f2 il telefono di Alina. Era ancora Pavel, che voleva sapere come stava andando la serata.<br \/>\nAlina disse che erano all&#8217;Hard Rock Caf\u00e8 e altre banalit\u00e0 del genere. Inutile dire che a Pavel stava<br \/>\nmontando il sangue alla testa. Le disse:-Ad ogni modo, ci vediamo domani a Termini, perch\u00e8 ti devo<\/p>\n<p>ridare l&#8217;ombrello. Se non ti vedo, pazienza, vuol dire che stanotte ti sei data proprio alla pazza<br \/>\ngioia!Buonanotte cara e fa&#8217; che n\u00e8 tu n\u00e8 Dima siate troppo ubriachi per guidare!-<br \/>\nAlina mise gi\u00f9. Dima rise:- Non molla, eh?-<br \/>\nAlla fine uscirono, sempre per mano. Dima strinse Alina ancora di pi\u00f9 e la baci\u00f2, a lungo, lentamente,<br \/>\ncome se avessero tutto il tempo del mondo.<br \/>\nAlina lo strinse ancora pi\u00f9 forte. Oramai tutti e due avevano passato il Rubicone.<br \/>\nPasseggiarono ancora un po&#8217; per Via Veneto, sempre abbracciati. Si guardarono: uno sguardo carico di<br \/>\nsignificato, che valeva di pi\u00f9 di tanti bei discorsi.<br \/>\nTornarono alla moto, in silenzio. Arrivarono al vicolo di Alina. Senza una parola Dima posteggi\u00f2 e segu\u00ec<br \/>\nAlina dentro casa. Se la prese ancora tra le braccia, dicendole tra un bacio e l&#8217;altro:- Mio Dio, sai da<br \/>\nquanto me lo sognavo questo? Da quando ti ho rivisto a Pisa! Una cosa del genere non me la sarei mai<br \/>\naspettato! Oh Alina, sei una dea, sei cos\u00ec bella! Alina, Alina&#8230;-<br \/>\nContinuarono ad abbracciarsi e baciarsi e in breve si ritrovarono sotto le coperte. Alina gli rispose:-<br \/>\nQuesta \u00e8 la migliore cura contro i farneticamenti di Pavel su Brindisi!-<br \/>\nDima:-Ci pensavo fin dall&#8217;inizio: come fate voi due a stare assieme? Siete&#8230;opposti!-<br \/>\nAlina:-Non chiedermelo, nemmeno io lo so con chiarezza!-<br \/>\nDima:-Di&#8217; un po&#8217; Alina, non sei &#8220;soshla s uma&#8221;?-<br \/>\nAlina:-Puoi dirlo forte!-<br \/>\nDima:-Pure io&#8230;sei cos\u00ec dolce, morbida e calda!Ora ho capito perch\u00e8 Pavel \u00e8 geloso!-<br \/>\nAlina:-Guarda che lo sono pure io!-<br \/>\nRisero, continuarono. Si leccarono, baciarono, succhiarono fino allo sfinimento, addormentandosi come<br \/>\nbambini.<br \/>\nAlina disse a Dima:-Non sono minimamente pentita per quello che ho appena fatto!Se Pavel vuole<br \/>\ncontinuare a rintronarmi la testa con Brindisi, che faccia pure!Io far\u00f2 altrettanto con te, su come sei<br \/>\ndivertente e su come tu mi faccia sentire una regina!-<br \/>\nDima:-E come non potrei? Starei tutto il giorno con te, a guardarti, a stringerti&#8230;Credevo che a ventun<br \/>\nanni fossi ancora una ragazzina a letto, invece sei una donna fatta e finita! In dieci anni di matrimonio non<br \/>\nho mai fatto l&#8217;amore cos\u00ec, n\u00e8 prima n\u00e8 dopo!Perch\u00e8 diavolo Pavel ti ha incontrata prima di me e abbiamo<br \/>\ncos\u00ec tanti anni di differenza?-<br \/>\nRisero ancora.<br \/>\nPurtroppo Dima le disse:-Piccola, devo proprio andare!- Ramona lo aspettava per le 12.30. Si<br \/>\ncongedarono con un lunghissimo bacio e con un &#8220;Buonanotte Cenerentolo!&#8221; da parte di Alina.<br \/>\nAncora non immaginavano dove li avrebbe portati quella semplice notte.<br \/>\nIl giorno dopo Alina si svegli\u00f2 alle cinque. Pavel sarebbe arrivato a Termini alle sette e mezza, voleva<br \/>\ndire che Alina sarebbe dovuta uscire di casa un&#8217;ora prima. Mentre Alina si preparava, si domandava se<br \/>\nnon avesse sognato. Ma no, l&#8217;odore di Dima era ancora l\u00ec, nel suo letto&#8230;<br \/>\nSpalanc\u00f2 le finestre ed usc\u00ec. Non avvertiva nulla: n\u00e8 il freddo della mattinata autunnale, n\u00e8 il profumo<br \/>\ndelle brioches appena sfornate, n\u00e8 il rumore delle scope sui marciapiedi&#8230;esisteva solo lei e il cerchio<br \/>\nmagico dei suoi ricordi.<br \/>\nRipercorreva la sua notte con Dima, una, dieci, cento, mille volte. Non si accorse quasi di essere arrivata<br \/>\nalla stazione. Aveva ancora un po&#8217; di tempo. Si sedette a far colazione. Evidentemente questa felicit\u00e0 la<br \/>\nrendeva pi\u00f9 bella, nonostante fosse struccata e vestita dimessamente; molti uomini non le toglievano gli<br \/>\nocchi di dosso.<br \/>\nFin\u00ec di mangiare, si sedette su una panchina. Estrasse il suo lettore CD dalla borsa e si mise ad ascoltare il<br \/>\nsuo idolo, Manu Chao. Dima, Dima, Dima&#8230;il nome le danzava per il capo, incessantemente. Dopo un&#8217;ora<br \/>\ntrascorsa a sognare ad occhi aperti, arriv\u00f2 il treno di Pavel. Alina non lo vide proprio subito e pens\u00f2:-No<br \/>\nte preocupes, con calma!Vedo che non hai molta fretta di scendere da quel treno!-<br \/>\nRimase l\u00e0 come un baccal\u00e0 fin quando Pavel scese dal treno e grid\u00f2 il suo nome pi\u00f9 di una volta.<br \/>\nAlina si gir\u00f2 pigramente e altrettanto and\u00f2 verso di lui. Lo abbracci\u00f2, ma fu come stringere un fantoccio<br \/>\ndi pezza. Oh Dima, come vorrei ci fossi tu tra le mie braccia!<br \/>\nPavel ricambi\u00f2 l&#8217;abbraccio, la guard\u00f2 e le disse:-Hai le occhiaie! Vedo che ieri sera ti sei data ai bagordi!-<br \/>\nAlina:-Ma che dici, alle undici e mezzo ero gi\u00e0 a casa! Voglio vedere che faccia avresti tu, dopo un<br \/>\nBaileys, un Cuba Libre e una Guinness, tutto in quattro ore!-<br \/>\nPavel:-Piantala di giustificarti, sei patetica!Tanto lo so che stai nascondendo qualcosa!-<\/p>\n<p>Alina pens\u00f2:-Eccoti servito! Vedi come ti d\u00e0 fastidio quando senti puzza di bruciato? Vedi che proprio una<br \/>\nvisionaria non sono?-. Aggiunse:- Credi quello che vuoi; se non ti basta la mia versione, puoi sempre<br \/>\nchiamare Dima!-<br \/>\nPavel:-No grazie! Miseria ladra! Guardati allo specchio, hai la faccia di una cagna in calore!-<br \/>\nAlina, con voce studiatamente dimessa:-Ma perch\u00e8 mi insulti? Per qualche drink? Ti ho tolto qualcosa?<br \/>\nTanto tu eri a Brindisi!-<br \/>\nPavel:-Molto interessante ricordare il fatto che nemmeno Dima sapeva che tu fossi a Roma!-<br \/>\nAlina:-Riguardo a questo, mi pare che tu e Dima ne abbiate gi\u00e0 ampiamente discusso ieri sera, no? Te l&#8217;ha<br \/>\nspiegato pure lui perch\u00e8 ti ha risposto cos\u00ec venerd\u00ec sera!Forse ha paura di te, visto che sei cos\u00ec geloso!E&#8217;<br \/>\ncomprensibile!-<br \/>\nIntanto che parlava, Alina pensava:-Adesso ci siamo scambiati le parti! Vedi come ti d\u00e0 fastidio il fatto<br \/>\nche io ora ti stia infilando un sacco di frottole?Ti assicuro che non sono pentita nemmeno un po&#8217; di quello<br \/>\nche ho fatto!-<br \/>\nPavel continuava la filippica. Alina ritorn\u00f2 sulla Terra quando Pavel sbott\u00f2:-S\u00ec, lo ammetto, mi ha dato<br \/>\nfastidio!-<br \/>\nAlina pens\u00f2:-Alla faccia che tu non avevi paura di nulla!Ma tu guarda, per una sveltina di una notte mi fai<br \/>\nil terzo grado, mentre riguardo a te, che con la brindisina ci hai fatto un figlio, devo stare zitta!Ma strilla<br \/>\npure quanto vuoi, ora siamo pari!-<br \/>\nLa poco gradevole conversazione fin\u00ec l\u00ec.<br \/>\nPavel fece colazione, Alina si sedette vicino a lui. Alla fine quest&#8217;ultimo si raddolc\u00ec e le chiese scusa.<br \/>\nTorn\u00f2 a Pisa salutando Alina dal finestrino del treno, finch\u00e8 non gli fece male il braccio.<br \/>\nAlina, con l&#8217;ombrello restituitole da Pavel, torn\u00f2 a casa, si trucc\u00f2 e prepar\u00f2 per andare al lavoro. Sulla<br \/>\nstrada pens\u00f2:- Due a zero per me!Ecco che ora ho fatto assaggiare a Pavel le sue scuse ridicole, avr\u00e0<br \/>\ncapito come ci si sente quando la persona che ami fila qualcun altro!Ci \u00e8 rimasto proprio male quando gli<br \/>\nho rifilato delle bugie incredibili perfino per un bambino!Del resto, pure lui fa cos\u00ec!-<br \/>\nPer tutta la mattina Alina pens\u00f2 a Dima. Perfino le sue colleghe la trovavano insolitamente tranquilla.<br \/>\nPass\u00f2 cos\u00ec la giornata.<br \/>\nPavel chiam\u00f2 Alina alle 18.30 in punto, come pattuito, puntuale come un orologio svizzero. Alina pens\u00f2:-<br \/>\nVedo che la stangata &#8220;Dima&#8221; ti ha fatto bene!Mi chiami puntualmente, non ti nascondi pi\u00f9 dietro a scuse<br \/>\nridicole!-<br \/>\nChiacchierarono amabilmente, poi Alina and\u00f2 a cena, guard\u00f2 un film e alle dieci richiam\u00f2 Pavel, come<br \/>\nerano d&#8217;accordo. Pavel le disse, sarcastico:-Stasera non ti fai scarrozzare per Via Veneto?-<br \/>\nAlina:-Pavel, certo che no!Stamattina mi sono alzata alle cinque, ho un sonno!Neanche Dima mi<br \/>\ntrascinerebbe fuori!-<br \/>\nPavel, ridendo:-Beh, dormi bene allora!-<br \/>\nAlina:-Grazie!-<br \/>\nUltimo pensiero prima di chiudere gli occhi:-Vedo che cominci ad avere paura sul serio, caro mio!-<br \/>\nPass\u00f2 un altro giorno lavorativo. Alina seppe che domenica 20 ottobre si sarebbe dovuta fermare in<br \/>\nParlamento per mandare il comunicato stampa relativo al risultato del referendum irlandese. Reag\u00ec male.<br \/>\nGrid\u00f2:-Non mi pagate, lavoro pi\u00f9 di voi e volete pure che mi fermi la domenica! Colmo dei colmi!- E<br \/>\nsbatt\u00e8 la porta.<br \/>\nMa dentro di s\u00e8 pensava:-Que malasuerte, Dima mi aveva detto che sarebbe venuto da me domenica<br \/>\npomeriggio!-<br \/>\nRimase imbufalita tutto il giorno.<br \/>\nUsc\u00ec dal lavoro sputando imprecazioni spagnole. Verso le 18.30 il telefono squill\u00f2.- E&#8217; Pavel- pens\u00f2.<br \/>\nInvece era Dima! Fortuna delle fortune, le disse che quella domenica sarebbe non avrebbe potuto andare a<br \/>\ntrovarla, mentre gioved\u00ec s\u00ec. Alina era fuori di s\u00e8 dalla gioia.<br \/>\nQuando il caso ti viene incontro&#8230;.Le sembr\u00f2 di volare. Non le import\u00f2 nulla del fatto che Pavel l&#8217;avesse<br \/>\nchiamata con mezz&#8217;ora di ritardo, tirandole la solita frecciatina:-Stasera non esci ad ubriacarti?-<br \/>\nAlina pens\u00f2:-La pianti di rompere? Certo che ti ho insegnato proprio bene a mettere il dito nella<br \/>\npiaga!Vorrei vedere se io facessi un&#8217;affermazione del genere circa le tue gite a Brindisi!-<br \/>\nDue giorni dopo era il famoso gioved\u00ec. Alina si svegli\u00f2 presto. La sua collega Marta le aveva suggerito<br \/>\nuna singolare cura di bellezza: dopo la doccia strofinare sulla pelle bagnata delle manciate di sale per<\/p>\n<p>ammorbidirla. Alina constat\u00f2 che funzionava. Mai pi\u00f9 avrebbe speso capitali dall&#8217;estetista per gli<br \/>\nscrub!Poi cominci\u00f2 la sua solita toilette.<br \/>\nQuel giorno era proprio fortunato. Alle quattro aveva gi\u00e0 finito, quindi pot\u00e8 eclissarsi tranquillamente.<br \/>\nConoscendo il suo carattere, le sue colleghe avevano imparato a non scaricarle addosso troppo del loro<br \/>\nlavoro. Era infatti nota in tutto il Parlamento come &#8220;Pitbull&#8221;.<br \/>\nAl colmo della felicit\u00e0, Alina annunci\u00f2 a Dima che si era liberata e che si sarebbero potuti incontrare<br \/>\nprima, cosa che le avrebbe fatto piacere. Dima rispose che l&#8217;avrebbe incontrata verso le cinque in un<br \/>\nMcDonald&#8217;s vicino a Piazza Navona.<br \/>\nAlina disse di s\u00ec, and\u00f2 a casa, si cambi\u00f2 e si diresse verso il luogo dell&#8217;appuntamento. Si guard\u00f2 in<br \/>\ngiro&#8230;lo vide. In men che non si dica, erano gi\u00e0 sulla moto e cercavano una direzione per il vicolo di<br \/>\nAlina, tra sensi unici e divieti d&#8217;accesso. Lo stesso Dima imprec\u00f2 contro l&#8217;impraticabilit\u00e0 di Roma.<br \/>\nAlla fine arrivarono.<br \/>\nPrima di cominciare, Dima tese ad Alina un pacchetto, che apr\u00ec. Era il CD delle TATU, che le piacevano<br \/>\ntanto! Lesse pure il bigliettino:&#8221;Alla &#8220;soshla s uma&#8221; pi\u00f9 bella del mondo! Siamo &#8220;soshli s uma&#8221; insieme,<br \/>\nricordatelo!&#8221;<br \/>\nAlina butt\u00f2 a Dima le braccia al collo, Dima gliele mise intorno alla vita, e poi&#8230;si sa. Dopo la prima<br \/>\ntornata, riposandosi, Dima chiese ad Alina, rannicchiata tra le sue braccia:-Ma come l&#8217;ha presa Pavel?-<br \/>\nAlina:-Guarda, non ti dico&#8230;- e gli snocciol\u00f2 tutte le frecciatine di Pavel. Gli rifece il verso:- Di cosa avete<\/p>\n<p>parlato tu e Dima?E lui cosa ti ha risposto?etc-<br \/>\nDima rise di cuore e replic\u00f2:-Carina, digli che io e te abbiamo cose ben pi\u00f9 importanti da fare, che<\/p>\n<p>blaterare su di lui!-<br \/>\nRisero. La passione li inghiott\u00ec di nuovo.<br \/>\nDima si conged\u00f2 da Alina intorno alle sette; alle otto aveva un appuntamento con un altro cliente della<br \/>\nsua ditta. Alina rimase a casa, guard\u00f2 la porta chiudersi&#8230;in quella Pavel la chiam\u00f2, annunciandole che<br \/>\nsarebbe rimasto a Roma tutta la domenica seguente.<br \/>\nAlina pens\u00f2:-Hai sentito puzza di corna, eh? Ora che pure Dima entra nel mio letto, non inventi pi\u00f9 scuse<br \/>\nridicole per andartene presto da qui!-<br \/>\nChiacchierarono come al solito; Pavel punzecchi\u00f2 Alina, che lasci\u00f2 (saggiamente) cadere l&#8217;argomento.<br \/>\nNon le piaceva litigare al telefono. Comunque Pavel le disse:-Beh, il tuo amico mi ha detto che ci<br \/>\nincontriamo tutti e tre sabato o domenica!Spero proprio di riuscire a combinare quell&#8217;affare con lui. Devo<br \/>\ndire che \u00e8 proprio una persona molto poco seria!-<br \/>\nAlina pens\u00f2:-Non con me, per\u00f2!-<br \/>\nPavel arriv\u00f2 il giorno dopo. Alina fece come se tutto fosse come prima. Pavel cerc\u00f2 di chiamare Dima per<br \/>\ncombinare quell&#8217;affare con la sua ditta di computer.<br \/>\nFece due o tre tentativi; trov\u00f2 sempre il cellulare spento. Gli tir\u00f2 dietro un sacco di improperi. -Che<br \/>\ncretino, sa che sono qui e tiene quel maledetto cellulare spento!Ma io dico, come si fa a ragionare con una<br \/>\npersona cos\u00ec?-<br \/>\nAlina alz\u00f2 le spalle:-Dacci un taglio, non farti il sangue amaro!-Mise in tavola il pranzo e si sedettero. In<br \/>\nquella trill\u00f2 il telefono. Era Dima. Lui e Pavel chiacchierarono in russo per venti minuti. Alla fine della<br \/>\nconversazione, Pavel disse:-Ti saluta Dima!- Alina, senza voltarsi:-Lo saluto pure io!-<br \/>\nPavel:-Ha detto che ci troviamo tutti e tre domani, per pranzo!-<br \/>\nAlina replic\u00f2 semplicemente:-Va bene.-<br \/>\nIl resto di quel venerd\u00ec trascorse bene. Alina trascorse la mattinata dopo contando le ore mancanti alla<br \/>\ntelefonata di Dima. Sapeva bene che non avrebbero potuto stare soli nemmeno un secondo, ma in<br \/>\nquell&#8217;occasione sarebbero bastati gli sguardi di fuoco. Come quella volta a Pisa&#8230;mentre Pavel blaterava<br \/>\ntranquillamente di matematica con gli altri suoi amici, Dima disse ad Alina (e neanche a voce tanto bassa)<br \/>\nche gli piaceva molto la sua scollatura. Alina si era sentita bruciare.<br \/>\nDima non richiam\u00f2, con grande disappunto di tutti e due. Pavel si irrit\u00f2 molto, Alina si dispiacque.<br \/>\nQuest&#8217;ultima sapeva che Dima aveva degli impegni con la famiglia di Ramona, ma sperava che trovasse<br \/>\nun po&#8217; di tempo, mentre Pavel vedeva solo sfumare un&#8217;altra occasione di guadagno.<br \/>\nAncora una volta tir\u00f2 dietro a Dima un sacco di scurrilit\u00e0. Ciliegina sulla torta, la frecciatina per Alina:-<br \/>\nPer\u00f2 con le belle ragazze \u00e8 sempre puntuale, vero?-<br \/>\nAlina:-Uffa, quanto sei noioso! Te l&#8217;ha detto pure lui che con Ramona entro stasera doveva essere a Nepi,<br \/>\nno?-<\/p>\n<p>Poi uscirono di nuovo. Erano alla scalinata di Piazza di Spagna quando cominciarono a parlare di<br \/>\nminoranze etniche. Alina seguiva il discorso distrattamente, pensando a Dima. Pavel, neanche le avesse<br \/>\nletto nel pensiero, le chiese:-Spero che tu e Dima non abbiate parlato di me!-<br \/>\nAlina:-Ma perch\u00e8 dovremmo averlo fatto, scusa?Lo sai che non mi piace parlare alle spalle della gente,<br \/>\ndovresti conoscermi bene, no?-<br \/>\nPavel:-Sai, una volta io e Dima eravamo seduto vicini in aereo e lui ha fatto una battuta molto poco felice<br \/>\nsulle mie origini polacche!-<br \/>\nAlina:-Ma capita a tutti di fare una battuta!-<br \/>\nPavel:-Lo so Alina, ma il fatto che si indaghi troppo su chi sono e sui miei affari mi d\u00e0 molto fastidio!-<br \/>\nAlina pens\u00f2:-Sapessi quanto ne dai tu a me, ficcando il naso nei miei affari con Dima!-<br \/>\nIl giorno dopo Pavel, durante una passeggiata con Alina, pass\u00f2 per Via Skandenberg, eroe albanese che<br \/>\nnel Medioevo era padrone di mezza Puglia; il che diede la stura all&#8217;ennesima conferenza su Brindisi.<br \/>\nAlina invocava tutti i santi per non mettersi a urlare.<br \/>\nMentre Pavel chiacchierava insulsamente, Alina ritornava con la mente ai momenti con Dima. &#8220;La<br \/>\nmigliore cura contro i suoi sproloqui sulla sua cara Brindisi! Ma guardalo, nemmeno si accorge che sta<br \/>\nparlando da solo!-<br \/>\nRitorn\u00f2 bruscamente sulla Terra quando Pavel insult\u00f2 Dima causa la sua poca seriet\u00e0. Alina, visibilmente<br \/>\nirritata, pens\u00f2:- Anch&#8217;io avrei voluto incontrare Dima, giusto per spogliarmelo con gli occhi!- Ma disse:-<br \/>\nChe ci posso fare se Dima \u00e8 poco o niente interessato ai tuoi affari?Per di pi\u00f9 oggi aveva a Nepi la<br \/>\ncomunione di una sua nipote!-<br \/>\nPavel, fulminandola:-Ma all&#8217;appuntamento con te immagino fosse puntuale, no?Non \u00e8 proprio cambiato<br \/>\ndai tempi della scuola!-<br \/>\nAlina, con finta ingenuit\u00e0:-Perch\u00e8?-<br \/>\nPavel:- Se credi di poterti fidare di lui, sei proprio una ragazzina!Anche se ora \u00e8 sposato, sta&#8217; tranquilla<br \/>\nche corre dietro anche alle altre e la sua prossima preda sarai tu!-<br \/>\nAlina:-Ma almeno un po&#8217; di rispetto per te l&#8217;avr\u00e0 o no? Ti ripeto che domenica scorsa la cosa non \u00e8 andata<br \/>\noltre i limiti del legale! Tu eri a Brindisi, io sono uscita con lui, che male c&#8217;\u00e8?Non ti ho tolto nulla, ti pare?<br \/>\n-Pens\u00f2:-Certo che mi hai insegnato proprio bene a mentire! In effetti non siamo andati oltre i limiti del<br \/>\nlegale; io ho ventun anni, lui trentuno! Mica abbiamo fatto niente di strano: lo stesso che faccio con te<br \/>\nqueste notti! Di lui mi fido ciecamente: non avr\u00e0 alcun interesse a divulgare la conquista!-<br \/>\nAlle sei in punto, Alina varc\u00f2 la soglia del Parlamento Europeo. Ottenne due vantaggi: non strangolare<br \/>\nPavel e far alzare a livello esponenziale il suo indice di gradimento tra i colleghi. Lavor\u00f2 alacremente e<br \/>\nscherz\u00f2 perfino con loro.<br \/>\nAlina chiam\u00f2 Dima il giorno dopo, quando Pavel se ne torn\u00f2 a Pisa. Si misero d&#8217;accordo per marted\u00ec.<br \/>\nFinita la conversazione, Alina disse fra s\u00e8:-Esiste pure una metodologia delle corna! Basta sapere quando<br \/>\ntelefonare, per evitare situazioni incresciose!- Dima stesso le aveva chiesto di chiamarlo sempre in<br \/>\nmattinata!<br \/>\nTrascorse un&#8217;altra giornata lavorativa.<br \/>\nAlina dovette riconoscere che i rapporti coi colleghi erano alquanto migliorati; questo le faceva molto<br \/>\npiacere. Anche loro avevano imparato come &#8220;prenderla&#8221; e alla sua rumorosit\u00e0 non facevano pi\u00f9 caso.<br \/>\nDurante le pause Alina faceva sganasciare dalle risate sia Marta che Simone, lo stagista friulano alla<br \/>\nCommissione Europea.<br \/>\nMa una volta fu quest&#8217;ultimo a far ridere le ragazze fino alle lacrime. Le stava aspettando nell&#8217;androne per<br \/>\nil pranzo. Il portinaio gli si avvicin\u00f2 e chiese:-Aspetti le due ragazze, eh? Con quale delle due ci vuoi<br \/>\nprovare?-<br \/>\nSimone:-A costruire la Grande Padania, con tutte e due!- Ironia della sorte, Simone quel giorno indossava<br \/>\nuna camicia verde brillante!<br \/>\nQuando Simone raccont\u00f2 loro di questo, risero tutti e tre fino alle lacrime.<br \/>\nDima and\u00f2 a trovare Alina il giorno dopo.<br \/>\nLe disse che finalmente era riuscito a tenere fede ai buoni propositi di Capodanno: iscriversi ad una<br \/>\npalestra. Ne aveva scelta una proprio vicino a Piazza Navona.<br \/>\nScherz\u00f2 con lei sulla sua pancia, non pi\u00f9 cos\u00ec tonica come un tempo. Alina rispose:-Sta&#8217; zitto, non ti puoi<br \/>\nproprio lamentare!-<\/p>\n<p>Dima:-Magari avessi una pancetta come la tua, cos\u00ec piatta e liscia!- La strinse a s\u00e8 e la baci\u00f2<br \/>\nsull&#8217;ombelico. Alina, con Dima tra le braccia, rispose:-Vuoi anche la mia cicatrice?-<br \/>\nDima:-Guarda la mia!Me l&#8217;hanno fatta al militare!-La cicatrice in questione era vicina all&#8217;anca.<br \/>\nAlina:-Caspita, \u00e8 proprio brutta! Dov&#8217;eri, in Siberia?-<br \/>\nDima, ridendo:-Per fortuna no! Vicino a Mosca.-<br \/>\nCominci\u00f2 a raccontare aneddoti sulla vita militare e su come fosse terribile. Altro che gli smidollati<br \/>\ngiovani italiani!<br \/>\nRisero di gusto, parlando anche del dilagare dell&#8217;omosessualit\u00e0 in Italia e Russia. Dima trovava il<br \/>\nfenomeno preoccupante sopratutto in Italia; bastava vedere il numero di maschi che ci aveva provato con<br \/>\nlui! Risero ancora di pi\u00f9.<br \/>\nPurtroppo, il momento di :-Piccola, devo proprio andare!- arriv\u00f2. Dima la baci\u00f2, le diede appuntamento<br \/>\nalla stessa ora il giorno dopo ed usc\u00ec.<br \/>\nAlina incontrava Dima tutti i giorni.<br \/>\nBastava sapersi organizzare. Alina usciva dal lavoro alle sei in punto; Dima l&#8217;aspettava in moto al solito<br \/>\nfast food. Andavano da lei; dopo l&#8217;amore Dima si cambiava per la palestra.<br \/>\nA Dima Alina piaceva sempre di pi\u00f9. Dopo quello che Alina gli raccontava su Pavel, Dima era ancora pi\u00f9<br \/>\ndolce e presente. Ma tanta attivit\u00e0 min\u00f2 la sua salute, tant&#8217;\u00e8 che dovette vedere un medico, per farsi dare<br \/>\nuna pomata antinfiammatoria. Anche se aveva questo problema, andava lo stesso da Alina, giusto per<br \/>\ntenersela vicino.<br \/>\nUna volta gli capit\u00f2 di essere presente quando Alina ricevette una telefonata da Pavel. Dima sent\u00ec anche<br \/>\ncome Pavel insisteva per combinare quell&#8217;affare con lui, come lo accusava di leggerezza e di stare solo<br \/>\nattorno ad Alina. Dima divent\u00f2 paonazzo. Finito di parlare, balbett\u00f2:-Alina&#8230;avevi proprio<br \/>\nragione!Quando qualcuno \u00e8 innamorato, \u00e8 un radar!-<br \/>\nAlina:-Sono felice che ora mi creda!-<br \/>\nDima:-Ok, affinch\u00e8 smetta di romperti, domani lo chiamo io. Almeno la prossima volta che lo incontri, ti<br \/>\nlascia in pace!-<br \/>\nAlina:-Fallo al pi\u00f9 presto, se no scoppio!-Inoltre gli rifer\u00ec che Pavel l&#8217;aveva incaricata di comprare i<br \/>\nbiglietti per il teatro per venerd\u00ec sera. A Dima venne un&#8217;idea:-La sera usciremo tutti e quattro assieme, ti<br \/>\nva?- Alina disse di s\u00ec, ma sugger\u00ec di telefonare a Pavel per incontrarsi anche in mattinata per quel famoso<br \/>\naffare; poi sarebbero entrati nell&#8217; argomento &#8220;serata&#8221; e l\u00ec Dima avrebbe dovuto &#8220;buttare l\u00ec&#8221; per caso il tema<br \/>\nteatro, cos\u00ec Pavel avrebbe dovuto proporre di unirsi a loro, per non fare la figura del maleducato.<br \/>\nDima aveva un po&#8217; paura di questo piano; gli bruciava essere stato colto sul fatto, anche se Pavel non<br \/>\naveva alcuna prova concreta della sua tresca con Alina. Ma sapere che Pavel aveva intuito qualcosa&#8230;N\u00e8<br \/>\nlei n\u00e8 lui volevano rinunciare a quel legame.<br \/>\nDa quando aveva Dima, Alina soffriva molto meno per le bugie di Pavel, in quanto aveva imparato a non<br \/>\ndarci peso e a liquidarlo con una battuta salace. Smascherarlo era diventato un gioco divertente, come un<br \/>\nromanzo di Aleksandra Marinina. C&#8217;era anche un altro vantaggio: da quando Pavel aveva cominciato a<br \/>\nsentire puzza d&#8217;imbroglio mostrava di tenerci di pi\u00f9 ad Alina: le telefonava pi\u00f9 spesso, non menzionava<br \/>\nBrindisi pi\u00f9 dello stretto necessario, quando era con Alina teneva il cellulare spento&#8230;<br \/>\nAlina constatava questo miglioramento. La chiromante aveva ragione!<br \/>\nOgni giorno Alina diceva a Dima che se non ci fosse stato lui avrebbero dovuto inventarlo!<br \/>\nGioved\u00ec sera tardissimo Pavel arriv\u00f2 da Alina. Naturalmente era andata in stazione a prenderlo; il treno<br \/>\naveva quaranta minuti di ritardo. Quando vide Pavel ringrazi\u00f2 Dio, in quanto i poliziotti la guardavano<br \/>\nmolto male (vista l&#8217;ora tarda) e gli altri uomini con cupidigia.<br \/>\nAlina squadr\u00f2 Pavel da capo a piedi; per valigia aveva un sacchetto del supermercato. -Proprio da<br \/>\nprofugo!- pens\u00f2.<br \/>\nDopo i soliti convenevoli, Pavel espresse il desiderio di un autobus o di un taxi. Dovette abbandonare<br \/>\nl&#8217;idea; alla stazione dei taxi c&#8217;era una fila pazzesca; i bus nemmeno si fermavano. Cos\u00ec dovettero andare a<br \/>\npiedi. Mentre passavano accanto alla Colonna Traiana, Alina chiuse gli occhi e ripens\u00f2 alla gita in moto<br \/>\ncon Dima, al suo profumo, al vento sulla faccia, le loro risate&#8230; Sent\u00ec una vampata di caldo; ma dovette<br \/>\ncontinuare a camminare, sorbendosi le elucubrazioni di Pavel sulla Cecenia.<br \/>\nIl giorno dopo Alina fatic\u00f2 non poco ad alzarsi, lo stesso valse per Pavel.<br \/>\nMa come dice Gaidai nel suo film &#8220;Operazija I&#8221;, &#8220;Nado Fedja, nado!&#8221;. Cos\u00ec Alina fece alzare Pavel.<br \/>\nMentre Alina era in bagno, Pavel rifece il letto e prepar\u00f2 il t\u00e8. Dopo tocc\u00f2 a Pavel fare la doccia, intanto<\/p>\n<p>che Alina si vestiva.<br \/>\nFinito di fare colazione e di lavare i piatti uscirono.<br \/>\nDurante il tragitto fino al Parlamento, discussero sul problema dell&#8217;immigrazione. Ovviamente Pavel<br \/>\naffermava con veemenza che l&#8217;Europa era governata da un mucchio di fascisti che la stavano facendo<br \/>\ndiventare una fortezza. Alina gli port\u00f2 l&#8217;esempio dell&#8217;Australia, dove per entrare come semplice turista<br \/>\ndovevi dimostrare di non essere stato nell&#8217;anno precedente n\u00e8 in Africa n\u00e8 in America Latina, n\u00e8 di avere<br \/>\nmalattie strane. Se volevi proprio trasferirti l\u00ec, dovevi dimostrare di conoscere l&#8217;inglese e portare un<br \/>\nmucchio di soldi, oltre a dimostrare di essere perfettamente sano.<br \/>\nStessa cosa per la Francia e l&#8217;Olanda: se entro un certo periodo di tempo non imparavi la lingua, potevano<br \/>\nrimandarti a casa. Alina aggiunse:-Immagino che il tuo amico Ruud non ti abbia raccontato di questa<br \/>\nnuova legge, n\u00e8 che a maggio \u00e8 andato su Pim Fortuyn, che \u00e8 un fascista peggio di Berlusconi e di Aznar<br \/>\nmessi assieme! Non credere che la Russia sia tanto meglio! Della sua burocrazia se ne lamentava tutto lo<br \/>\nSmol&#8217;ny!-<br \/>\nDato che Pavel era stato beccato in castagna, tagli\u00f2 corto dicendo che discutere non gli piaceva, con la<br \/>\nscusa che erano arrivati al Parlamento Europeo e Alina doveva entrare.<br \/>\nAlina pens\u00f2:-S\u00ec, basta che ti si dia sempre ragione!-<br \/>\nPass\u00f2 un&#8217;altra giornata lavorativa.<br \/>\nAll&#8217;una Pavel pass\u00f2 a prenderla. Passarono dall&#8217;Aeroflot per prenotare il biglietto per Pavel, visto che<br \/>\nsarebbe dovuto partire per la Russia a novembre, a causa di un lavoro alla Gazprom. Alina cerc\u00f2 di<br \/>\nprenotare anche il suo per dicembre, ma gi\u00e0 era tutto esaurito. Cos\u00ec passarono alla Lufthansa, dove<br \/>\ntrovarono una soluzione. Pavel le raccomand\u00f2 di provare con la KLM, la Malev, la Austrian Airlines.<br \/>\nAlina promise. Intanto che stavano andando a fare la spesa per il pranzo, Pavel imprec\u00f2 un&#8217;altra volta<br \/>\ncontro Dima, che anche quella mattina aveva dato forfait. Alina rise sotto i baffi.<br \/>\nNeanche il tempo di finire di ridacchiare che Dima li chiam\u00f2 e disse di aver prenotato per loro e che li<br \/>\naspettava tra mezz&#8217;ora in una trattoria dietro al Teatro di Marcello. Pavel mise gi\u00f9 e disse ad Alina:-Il tuo<br \/>\nspasimante ti fa un favore: non dovrai cucinare!-<br \/>\nAlina, di rimando:- E tu non dovrai lavare i piatti!-. Pens\u00f2:-Saremo l\u00ec alle due&#8230;.un&#8217;ora di pranzo spagnola<br \/>\nin piena regola!-<br \/>\nRaggiunsero Dima. Si sedettero; i due uomini cominciarono a chiacchierare di affari e non prestavano<br \/>\nattenzione al men\u00f9, tant&#8217;\u00e8 che ci misero una vita ad ordinare.<br \/>\nAlla fine optarono per: mozzarella di bufala, spaghetti all&#8217;amatriciana, saltimbocca alla romana, coda alla<br \/>\nvaccinara, carciofi alla giudia&#8230;Questi ultimi li aveva ordinati Dima, che si compliment\u00f2 con Alina per la<br \/>\nscelta della coda alla vaccinara: pi\u00f9 romano di cos\u00ec!<br \/>\nPer non destare sospetti, Alina e Dima si comportarono molto correttamente. Per\u00f2 quando Pavel sembrava<br \/>\ninfervorato al massimo nella discussione d&#8217;affari, Dima allungava una mano sulle gambe di Alina.<br \/>\nIntanto che Pavel ciarlava, Alina pensava:-Altro che computer, Dima ora ha ben altro per la sua testolina!-<br \/>\nContinuarono a mangiare. Dima insistette per far provare ad Alina i carciofi alla giudia. Intanto che Alina<br \/>\ngli porgeva il piatto, Dima ne approfitt\u00f2 per mettere le mani sulle sue, sia pure per pochi secondi. Appena<br \/>\npoteva, spogliava Alina con gli occhi.<br \/>\nQuando Pavel si alz\u00f2 per andare in bagno, Dima le disse:-Alina, sventata! Hai appeso la borsa dietro di te<br \/>\ne la tua sedia d\u00e0 sulla strada!-La spost\u00f2 vicino a quella di Pavel. Mentre era dietro di lei le pass\u00f2 il braccio<br \/>\nsul collo, la strinse leggermente e le disse in russo:- Scusami se ti ho un po&#8217; sgridata, ma almeno avevo un<br \/>\nalibi per chinarmi verso di te!Cos\u00ec se c&#8217;\u00e8 qualche cameriere o avventore impiccione&#8230;- Alina gli strizz\u00f2<br \/>\nl&#8217;occhio.<br \/>\nPavel ritorn\u00f2. Consumarono il dolce.<br \/>\nMentre gironzolavano per il vecchio ghetto ebraico, Dima butt\u00f2 l\u00ec il discorso del teatro, dicendo che sia a<br \/>\nlui che a Ramona avevano regalato i biglietti per lo spettacolo di prosa &#8220;La memoria perduta&#8221;. Pavel<br \/>\nsussult\u00f2:-Ma che bella combinazione!Unitevi a noi, siamo l\u00ec stasera!-<br \/>\nSi diedero appuntamento quella sera stessa di fronte a Santa Maria Maggiore.<br \/>\nLa vanit\u00e0 di Alina almeno qualche volta era un fatto positivo. Si era sempre messa in ghingheri per uscire,<br \/>\nquindi Pavel non sospett\u00f2 niente.<br \/>\nUscirono. Alina si era conciata da ballerina spagnola da cartolina: orecchini grandi a cerchio, gonna nera<br \/>\na balze, canottiera nera con sopra un cache coeur rosso ciliegia. I capelli erano raccolti con una molletta<br \/>\ncon un enorme fiore finto rosso, e aveva una rosa rossa finta al collo.<\/p>\n<p>Aveva un sacco di nero sugli occhi e di rosso lacca sulla bocca. Come giacca, un bolero nero ricamato,<br \/>\nstrettissimo. A Dima piaceva cos\u00ec tanto la Spagna&#8230;<br \/>\nAnche su Pavel questo look fece effetto. Per tutta la strada non fece altro che ripeterle quanto fosse bella.<br \/>\nAlina sorrideva, nonostante avesse i piedi chiusi in un paio di strumenti di tortura alti dieci centimetri.<br \/>\nAlla fine incontrarono Ramona e Dima. Ramona fu subito incuriosita da Alina: le domandava con avidit\u00e0<br \/>\ndell&#8217;Andalusia e del flamenco. Alina si sforzava di stare calma e sorridere, ma dentro aveva una gran<br \/>\npaura: un passo falso, una parola avventata sua o di Dima&#8230; Il cuore le batteva come un tamburo e non si<br \/>\naccorse nemmeno delle occhiate di fuoco di Dima. Anche per lui si trattava di un bel supplizio di<br \/>\nTantalo&#8230;in testa gli scorrevano le immagini delle sue visite quotidiane, per\u00f2 quella sera era meglio<br \/>\nprestare attenzione ai discorsi di Pavel, tutti ahinoi molto lontani dai suoi veri pensieri.<br \/>\nDima aveva le guance in fiamme e le gambe di burro.<br \/>\nEntrarono, presero posto. Alina era seduta tra Pavel e Dima. Cominci\u00f2 lo spettacolo. Verteva su un<br \/>\ngruppo di profughi alle prese con la polizia. Ironia della sorte, una delle protagoniste si chiamava appunto<br \/>\nAlina. Lo scenario era tutto illuminato da luci blu. Dima sorrise alla &#8220;sua&#8221; Alina nell&#8217;oscurit\u00e0. Le prese la<br \/>\nmano, la mise sulla pancia, poi la spinse gi\u00f9, in una morsa d&#8217;acciaio. Alina sent\u00ec una scossa elettrica lungo<br \/>\nla schiena; aveva paura, si ritrasse. Guard\u00f2 sia Pavel che Ramona; erano tutti e due intenti nello<br \/>\nspettacolo.<br \/>\nDima per\u00f2 non demordeva e continuava a tenere la mano di Alina sotto la sua cintura. L&#8217;illuminazione blu<br \/>\nnon lo raffreddava punto, anzi!<br \/>\nPer fortuna che quando accesero le luci per l&#8217;intervallo il braccio di Dima era &#8220;solo&#8221; sullo schienale di<br \/>\nAlina.<br \/>\nSi comportarono tutti normalmente: le solite domande sullo spettacolo, le analisi di Dima sulla regia, la<br \/>\nperformance degli attori, l&#8217;illuminazione&#8230;e l&#8217;ennesima conferenza di Pavel circa il problema<br \/>\ndell&#8217;immigrazione. Dopo and\u00f2 in bagno; le due donne presero qualcosa al bar. Dima era dietro di loro, un<br \/>\npo&#8217; discosto: le sue pupille brillavano come fuoco azzurro, fisse su Alina. Ramona and\u00f2 da lui e gli<br \/>\ndomand\u00f2 se per caso avesse la febbre: da tutta la sera era strano&#8230;Colto alla sprovvista, Dima rispose che<br \/>\ntutta la calca gli stava facendo venire mal di testa. Ramona premurosamente lo riaccompagn\u00f2 al suo<br \/>\nposto, in platea ci sarebbe stata meno gente. Dima acconsent\u00ec. Guard\u00f2 Alina per l&#8217;ultima volta, intenta a<br \/>\nsorbire un succo d&#8217;arancia rossa.<br \/>\nPavel torn\u00f2 da loro e si risedettero. Continuarono anche le coccole tra Dima e Alina. Lo spettacolo fin\u00ec.<br \/>\nTutti e tre riaccompagnarono Pavel in stazione, dovendo partire per Brindisi. Venne il turno di Alina, ma<br \/>\nverso casa sua. Dima nel salutarla aveva ancora negli occhi lo stesso fuoco azzurro.<br \/>\nIl giorno dopo Alina chiam\u00f2 la sua padrona di casa, come aveva promesso. La signora in questione aveva<br \/>\ns\u00ec e no trent&#8217;anni e un sacco di cose da raccontare. Era ben inserita nel mercato immobiliare, aveva<br \/>\nconosciuto un sacco di gente famosa, viaggiato in lungo e in largo.<br \/>\nLei ed Alina si incontrarono a casa sua, chiacchierarono piacevolmente e andarono a pranzo assieme; si<br \/>\ndiedero appuntamento per la sera stessa. Dopodich\u00e8 Alina and\u00f2 a fare shopping; Dima la venne a trovare<br \/>\nun po&#8217; pi\u00f9 tardi, tra il lavoro e la palestra. Quando la vide, chiuse dietro di s\u00e8 la porta e le disse:-Alina,<br \/>\nnon sai quanto ho penato ieri! Eri l\u00ec, ma non ti potevo abbracciare n\u00e8 baciare. Eri cos\u00ec bella, cos\u00ec vicina e<br \/>\ncos\u00ec lontana!Finalmente, siamo soli!-<br \/>\nLa spinse sul letto e si rifece della notte prima. Le disse anche quant&#8217;era bello per lui averla<br \/>\nsemplicemente stesa l\u00ec vicino. Passarono cos\u00ec tutto il tempo disponibile e anche di pi\u00f9; Dima dovette fare<br \/>\nla doccia a rotta di collo, uscire e partire alla velocit\u00e0 della luce.<br \/>\nAlina intanto si prepar\u00f2 per andare dalla sua padrona di casa, che sfortunatamente abitava dall&#8217;altra parte<br \/>\ndella citt\u00e0, cos\u00ec si dovette arrabattare con i bus.<br \/>\nMa arriv\u00f2. Alina la aiut\u00f2 a preparare la cena, spettegolarono sui vip e sulle loro pene d&#8217;amore. Dopo cena<br \/>\nuscirono per i pub di Via Veneto e se ne andarono al Gilda. Tirarono mattina, ridendo come delle pazze<br \/>\nper tutto l&#8217;alcol ingurgitato.<br \/>\nAlina rientr\u00f2 alle otto di mattina e si butt\u00f2 a letto. Dorm\u00ec talmente tanto che la svegli\u00f2 la scampanellata di<br \/>\nDima.<br \/>\nAlina gli disse:-Dima, non ti aspettavo cos\u00ec tardi!-<br \/>\nDima:-Fa&#8217; vedere l&#8217;orologio&#8230;hai sbagliato, hai tirato avanti le lancette! Da&#8217; qua, sbadatella!- e le sistem\u00f2<br \/>\nl&#8217;orologio.<br \/>\nDopo&#8230;si sa. Finito il primo round, Alina ringrazi\u00f2 Dima per aver finalmente discusso con Pavel il famoso<br \/>\naffare. Cos\u00ec l&#8217;aveva piantata di tormentarla con le sue frecciatine! Anche Dima fu felice per Alina;<\/p>\n<p>cominciava a dispiacere anche a lui che Pavel l&#8217;avesse bersagliata a quel modo. Per tutta risposta la strinse<br \/>\nfino a quasi soffocarla, promettendole che non l&#8217;avrebbe mai ferita, mai, mai, parola d&#8217;onore&#8230;Pavel era<br \/>\nun&#8217;emerita carogna! Se parlarle di un&#8217;altra donna la faceva tanto soffrire, lui non l&#8217;avrebbe mai fatto;<br \/>\ngiustamente, Ramona o qualsiasi altra doveva stare fuori; quei momenti di estasi erano solo per loro due,<br \/>\nAlina Beatriz Redaelli Hurtado y Herrera e Dimitri Sergeevich Dorotkin!Non ci sarebbe stato posto per i<br \/>\nproblemi quotidiani, come la rassegna stampa non partita in tempo o un computer rottosi all&#8217;ultimo<br \/>\nmomento!<br \/>\nSe durante o dopo l&#8217;amore Pavel parlava di queste cose, beh, era proprio uno stupido! Era cos\u00ec bello<br \/>\nsemplicemente guardarla nella penombra, coi suoi occhi che scintillavano come ghiaccio nero!<br \/>\nA Dima inoltre Pavel faceva pena per un altro motivo: continuare ad arrovellarsi su dove e con chi fosse<br \/>\nla sua ex moglie, dopo tutto il male che gli aveva fatto! Davvero, Pavel era un idiota a non riconoscere<br \/>\nl&#8217;amore di Alina, cos\u00ec giovane e bella!E poi rintronarle la testa in continuazione con quello che<br \/>\nImmacolata faceva o diceva! Lui avrebbe messo la mano sul fuoco sul fatto che Pavel le fosse ancora<br \/>\nfedele fisicamente solo perch\u00e8 Immacolata l&#8217;aveva sempre rifiutato, da dopo il divorzio! Se Alina ora era<br \/>\na letto con lui, era Pavel ad essersela andata a cercare! Qualsiasi donna intelligente avrebbe fatto lo<br \/>\nstesso! Alina era una bellezza, chiss\u00e0 quanti altri uomini avrebbero voluto essere al suo posto!<br \/>\nAlina rispose a Dima:-Beh, per il momento ci sei tu!-<br \/>\nRisero tutti e due e ripresero. Dima salut\u00f2 Alina, lasciandola sfinita. Come al solito, guard\u00f2 la porta di<br \/>\ncasa sua chiudersi. Si aspett\u00f2 di sentire la sua moto sgommare. No. Sent\u00ec invece picchiare sulla sua<br \/>\nfinestra. Alina apr\u00ec. Dima prese la sua mano e le disse:-A domani, piccolina!-<br \/>\nDopo s\u00ec, Alina sent\u00ec la sua moto sgommare. Rise:-Piccolina, proprio!Sono alta uno e sessantacinque!-<br \/>\nRimase nella penombra della sua camera sul letto sfatto, imbambolata. Ad un tratto si ricord\u00f2 che sarebbe<br \/>\nandata un&#8217;altra volta a teatro coi suoi<br \/>\ncolleghi, quindi si mise in ghingheri. Quando ebbe portato a termine questa operazione, prese dal suo<br \/>\nfrigo un pacchetto di pancetta aperto. A Pavel piaceva parecchio, ma Alina la trovava grassa e calorica.<br \/>\nDecise di portarla ai gatti in Largo di Torre Argentina; almeno sfamava qualcuno!<br \/>\nAnd\u00f2 l\u00ec. Poi si rec\u00f2 in un bar vicino a lavarsi le mani tutte unte. Usc\u00ec da l\u00ec e incontr\u00f2 Marta. La inform\u00f2<br \/>\nche tra poco sarebbe arrivato Gianmarco, il suo ragazzo, a casa loro. L&#8217;appartamento di Alina, seppure<br \/>\nanch&#8217;esso composto da una camera da letto con angolo cottura e bagno era una reggia in confronto a<br \/>\nquello di Marta e Gianmarco. Per arrivarci dovevi arrampicarti su due rampe di scale ripidissime!<br \/>\n-Pensa Alina- le confid\u00f2 Marta-il mio primo giorno qui a Roma!Ero stanchissima per il viaggio!Ho fatto<br \/>\nuna fatica dell&#8217;accidente a trovare il vicolo e il numero del mio appartamento. Apro il portone&#8230;e cosa<br \/>\nvedo?Queste scale modello olandese!Sono scoppiata a piangere per la tensione repressa, finch\u00e8 i muratori<br \/>\nnon mi hanno issata con le valigie sul ponteggio per farmi entrare in casa!-<br \/>\nIntanto Alina si guardava attorno e pensava:-Un&#8217;atmosfera proprio boh\u00e9mienne, non c&#8217;\u00e8 che dire! Come<br \/>\nfaranno a vivere in due in un buco simile fino a febbraio lo sanno solo loro!-<br \/>\nMangiarono assieme. Mentre si raccontavano le loro disavventure immobiliari era arrivato Gianmarco.<br \/>\nDopo la cena, si diressero tutti assieme verso il teatro.<br \/>\nFu l&#8217;inizio di una mini odissea. Andarono al teatro di Largo Argentina, ma oltre a non esserci pi\u00f9 biglietti,<br \/>\nlo spettacolo delle 19 era stato spostato per qualche ragione alle 17. Stessa cosa per il Teatro dell&#8217;Opera,<br \/>\ndove si erano recati poi. Erano l\u00e0 di fronte, a confrontare le burocrazie italiana, spagnola e francese<br \/>\nquando Simone li raggiunse.<br \/>\nDopo lunghi conciliaboli, decisero di andare al cinema. Ne raggiunsero uno in Piazza Barberini, ma<br \/>\nnessuno dei film era di loro gradimento. Per\u00f2 presero un opuscolo con l&#8217;orario dei cinema. Decisero per<br \/>\n&#8220;Callas Forever&#8221;, ma il cinema si trovava in Via Bissolati. Ma arrivarono l\u00e0 troppo tardi, la sala era gi\u00e0<br \/>\nchiusa. Si sedettero l\u00e0 davanti e chiacchierarono sul da farsi. Decisero di prendersi una birra nelle<br \/>\nvicinanze di Piazza Navona.<br \/>\nCi andarono a piedi, scherzando e ridendo, cantando pure a squarciagola &#8220;O mia bela madunina&#8221;, essendo<br \/>\nun bel gruppo di nordici (o quasi, ma questo valeva solo per Alina). Per cantare a Roma una cosa del<br \/>\ngenere ci voleva un bel fegato! Per di pi\u00f9 Simone attacc\u00f2 coi canti alpini.<br \/>\nFra canzoni del Nord e carrellate di gergo giovanile, arrivarono a Piazza Navona. Fu l\u00ec che Alina<br \/>\ncominci\u00f2 a sentirsi male: aveva i brividi, le girava la testa e aveva le gambe gonfie. Alina sopport\u00f2<br \/>\nun&#8217;altra ora in piedi: c&#8217;era Woody Allen in qualit\u00e0 di clarinettista al Campidoglio, ripreso da un<br \/>\nmaxischermo.<\/p>\n<p>Finch\u00e8 non ce la fece proprio pi\u00f9 e si and\u00f2 a sedere su una panchina. L\u00ec telefon\u00f2 a Pavel. Le disse di aver<br \/>\nincontrato Immacolata; insieme erano andati a far spese per Daniele; Pavel tra una cosa e l&#8217;altra in quei<br \/>\nnegozi aveva lasciato circa duecento euro.<br \/>\n-Guarda Alina, \u00e8 diventata talmente isterica e teatrale&#8230;\u00e8 dimagrita molto, \u00e8 malata sul serio&#8230;-<br \/>\nAlina ascoltava la geremiade distaccata, tornando con la mente al suo pomeriggio con Dima, come se gli<br \/>\naffari di Pavel e Immacolata non la riguardassero minimamente. Il nome di Dima risuonava in lei come<br \/>\nun mantra.<br \/>\nAlla fine salut\u00f2 Pavel, dicendo che il giorno dopo l&#8217;avrebbe incontrato a Termini. Pavel, come se avesse<br \/>\nun presentimento:-Ci sarai, vero?-<br \/>\nAlina:-Certo, contaci.- E si augurarono la buonanotte.<br \/>\nAlina continuava a stare male. Inoltre aveva un urgente bisogno di andare in bagno. Marta ce la<br \/>\naccompagn\u00f2, in un bar l\u00e0 vicino. Alina ci stette un bel po&#8217;. Torn\u00f2 da Marta e disse:-Sar\u00e0 la stanchezza&#8230;a<br \/>\ncasa ci dormir\u00f2 sopra e sar\u00f2 come nuova.- Segu\u00ec poi i suoi amici in un bar &#8220;storico&#8221; di Roma. Rimasero l\u00ec<br \/>\nun bel po&#8217;, chiacchierando e ridendo degli argomenti pi\u00f9 disparati. Alina continuava a sentirsi poco bene;<br \/>\nper questo decise di prendere un cocktail analcolico agli agrumi; almeno la vitamina C l&#8217;avrebbe aiutata.<br \/>\nDopo la bevuta, passarono in gelateria, dove Alina si prese un cono alla frutta. Simone la prese in giro,<br \/>\nessendo la sua passione per il cioccolato diventata una leggenda in tutto il Parlamento e la Commissione<br \/>\nEuropea.<br \/>\nAlina ci rise sopra. Dopo il gelato ed aver avuto il fegato di cantare un&#8217;altra volta ancora &#8220;O mia bela<br \/>\nMadunina&#8221; in piazza Navona, la &#8220;Colonia padana&#8221; si salut\u00f2.<br \/>\nAlina fece una gran fatica a struccarsi e a mettersi a letto.<br \/>\nNonostante avesse su un pigiama pesante e due piumini, tremava come una foglia. Dormiva a singhiozzo.<br \/>\nVenne l&#8217;ora di alzarsi per andare a prendere Pavel, ma non ce la fece. Le gambe non la sostenevano, aveva<br \/>\nsempre pi\u00f9 freddo. Finalmente Pavel la chiam\u00f2, chiedendole dove fosse. Alina rispose con voce fiacca<br \/>\nche era a letto con la febbre. Pavel:-Oh, no! Mi dispiace! Che hai? Vomito? E&#8230;in bagno? Sta&#8217; a letto<br \/>\nAlina, chiama aiuto!Riguardati col cibo!Richiamami poi!-<br \/>\nAlina avvert\u00ec le sue compagne di lavoro circa la sua malattia. Cos\u00ec stette a casa, chiamando Pavel per<br \/>\ndirgli come stava. Le raccomandava di dormire molto, bere acqua, sudare tanto. Alina fece queste tre cose<br \/>\na meraviglia. Se riusciva a muoversi andava alla finestra e la socchiudeva, per far uscire un po&#8217; di germi.<br \/>\nEra talmente rintronata dalla febbre da non riuscire nemmeno a chiamare Dima. Stava dormendo<br \/>\nprofondamente quando sent\u00ec l&#8217;ormai familiare scampanellata. And\u00f2 ad aprirgli.<br \/>\nLa casa di Alina gli sembrava cos\u00ec diversa!Di solito era illuminata da una luce bassa, cos\u00ec intrigante&#8230;.ora<br \/>\nera nell&#8217;oscurit\u00e0 pi\u00f9 totale. Alina, sempre tutta in ghingheri, aveva tutti i capelli attorcigliati e tremava di<br \/>\nfreddo. Alina, che aveva un cos\u00ec buon odore di vaniglia, ora ne emanava uno penetrante di malattia.<br \/>\nNon ci bad\u00f2. Pos\u00f2 il casco a terra, le si avvicin\u00f2 e le chiese:-Che \u00e8 successo?Ma&#8230;hai freddo, e scotti!Va&#8217; a<br \/>\nletto, ora accendo la luce e vengo a farti un po&#8217; di compagnia, povera Alina!- Si spogli\u00f2, si stese vicino a<br \/>\nlei, l&#8217;abbracci\u00f2. Com&#8217;era magra&#8230;uno scheletrino bruciante di febbre. -Alina, Alina&#8230;da quanto sei in<br \/>\nqueste condizioni? Me lo potevi dire ieri, che non te la sentivi, mica ti costringo se non lo vuoi!- Alina<br \/>\nrispose, con voce fatta di solo fiato:- E&#8217; successo ieri sera, improvvisamente! Dima, scusami, sia io che la<br \/>\ncasa facciamo schifo! La febbre mi ha proprio buttata a terra!-<br \/>\nDima:-Non dire cos\u00ec!Capiterebbe a chiunque!Vieni vicino a me, piccola!- e la strinse ancora pi\u00f9 forte.<br \/>\nL&#8217;aveva guardata in faccia. Era pallida come una morta, con gli occhioni neri lucidi per la febbre. Era<br \/>\nbella anche cos\u00ec, aveva un&#8217;aria da eroina di Garcia Lorca. Nonostante la febbre e il sudore, Dima la riemp\u00ec<br \/>\ndi carezze e baci. Con la scusa di aiutarla a cambiarsi, le lev\u00f2 la camicia da notte zuppa, insieme alla<br \/>\ngiacchetta di lana&#8230;<br \/>\nAlla fine le disse:- Dai Alina, almeno questo \u00e8 un bel modo di sudare!-<br \/>\nAlina:- L&#8217;importante che non ti ammali pure tu!- Rimasero abbracciati un altro po&#8217;. Al momento di<br \/>\nandare, Dima le disse:- Alina, fammi sapere come stai per favore!Sei sicura che sia solo un&#8217;influenza?Stai<br \/>\nproprio male!-<br \/>\nAlina:-S\u00ec Dima, \u00e8 un&#8217;influenza, mi ha preso lo stomaco. Lo so, \u00e8 brutto&#8230;ma mia madre sar\u00e0 qui domani.-<br \/>\nDima:-Ne sono felice, da un certo verso, cos\u00ec ti aiuta lei!Da un altro no perch\u00e8 non potr\u00f2 venirti a<br \/>\ntrovare!Ma ti chiamo, ok? Ciao Alina, riguardati&#8230;mi fa male vederti cos\u00ec!-<br \/>\nDona Alba arriv\u00f2 il giorno dopo.<br \/>\nQuando vide sua figlia in quel modo, si dispiacque che avesse dovuto sopportare da sola la fase pi\u00f9 cruda.<br \/>\nNel frattempo ne lod\u00f2 l&#8217;autonomia, essendo riuscita in quelle condizioni a fare tutto da sola. Dona Alba<\/p>\n<p>and\u00f2 a comprarle le medicine necessarie. Verso sera arriv\u00f2 anche Marta, per informarsi della salute di<br \/>\nAlina.<br \/>\nLa febbre era passata, ma il suo aspetto non lasciava dubbi. Era dimagrita ancora di pi\u00f9, aveva occhiaie<br \/>\nnere e profonde, era pallida e parlava a stento.<br \/>\nNo, Alina in quelle condizioni non poteva proprio tornare al lavoro. Intanto dona Alba diede da sedere<br \/>\nanche a lei, offrendole il t\u00e8. Marta raccont\u00f2 ad Alina che al lavoro era arrivata la nuova stagista, che non<br \/>\nera n\u00e8 sveglia n\u00e8 precisa quanto lei. Ormai anche la tranquilla Marta avrebbe rimpianto la solarit\u00e0 di<br \/>\nAlina!<br \/>\nLe sugger\u00ec inoltre di telefonare il giorno dopo in ufficio, per sapere come fare per l&#8217;assicurazione, i giorni<br \/>\ndi malattia etc. Alina replic\u00f2 che l&#8217;avrebbe fatto.<br \/>\nIl giorno dopo dona Alba decise di andare nell&#8217;ufficio di Alina. Le fu detto che per sua figlia non ci<br \/>\nsarebbero stati problemi; aveva spessissimo lavorato oltre l&#8217;orario, quindi le ore complessive tornavano<br \/>\nperfettamente. Il capo di Alina le fece gli auguri di pronta guarigione. Anzi, se fosse capitata a Roma, di<br \/>\nandarli a trovare.<br \/>\nDona Alba not\u00f2 che Alina aveva lavorato per un mese in un ufficio pieno di sbalzi di temperatura; se quel<br \/>\npomeriggio Alina ci fosse tornata, un ricaduta coi fiocchi non gliela levava nessuno!Pens\u00f2 inoltre:-<br \/>\nAlmeno le hanno riconosciuto il fatto che ha lavorato tanto!-<br \/>\nAnd\u00f2 poi alla stazione Termini, per sapere se quel pomeriggio ci fossero stati treni. Fu fortunata, perch\u00e8<br \/>\ntrov\u00f2 due posti per le 14.30.<br \/>\nRaggiunse Alina, le diede questa notizia; fecero i bagagli in fretta e furia. Partirono.<br \/>\nAlina stette abbastanza bene, a parte tante visite in bagno. Arrivarono a casa loro a sera inoltrata. Appena<br \/>\na casa, Alina sent\u00ec il bisogno di farsi un bagno; intanto che la vasca si riempiva, disf\u00f2 i suoi bagagli.<br \/>\nDopodich\u00e8 si rimise a letto e chiam\u00f2 Pavel. Si misero d&#8217;accordo per incontrarsi il sabato seguente alla<br \/>\ndacia dei genitori di Alina. Fin\u00ec la conversazione. Alina per\u00f2 ripensava all&#8217;ultima telefonata di Dima, che<br \/>\nle augurava di rimettersi. Aggiunse:-Alina, mi spiace che tu stia tornando a Milano, stavo cos\u00ec bene con<br \/>\nte!Per favore, te lo chiedo per favore, chiama qualche volta. Hai un indirizzo e-mail? &#8211;<\/p>\n<p>Alina:-S\u00ec, certo-<br \/>\nDima:-Allora dammelo!-<\/p>\n<p>Alina glielo diede, poi scrisse quello di Dima, che le disse:- Alina, fammi sapere dove sei. Se Pavel viene<br \/>\na Roma, accodati a lui, mi far\u00e0 molto piacere. Alina mia, sei stata stupenda, credi a me!-<br \/>\nAlina rise.- Grazie caro, far\u00e0 piacere anche a me rivederti!-<br \/>\nDima:-Ciao Alina. Rimettiti bene, mi raccomando.-<br \/>\nAlina:-Lo far\u00f2. Mi mancherai-. Si addorment\u00f2.<br \/>\nA casa Alina pot\u00e8 di nuovo dedicarsi a s\u00e8 stessa: l&#8217;estetista, dilungarsi nella scelta di una crema in<br \/>\nprofumeria o in quella di un vestito&#8230;tutte cose che a Roma le erano mancate.<br \/>\nAnche Dima le mancava molto; era da lei tutti i giorni, con lui poteva scherzare e dimenticare i suoi<br \/>\ntormenti. Voleva scrivergli, ma non subito, per non dargli l&#8217;impressione di stargli addosso.<br \/>\nAnche a Dima mancava Alina. Ora andava in palestra senza pi\u00f9 fermarsi a Piazza Navona; tutt&#8217;al pi\u00f9<br \/>\nbuttava uno sguardo verso il suo appartamento, illudendosi di spostare indietro l&#8217;orologio, di fermare la<br \/>\nmoto, scendere&#8230;no, no, la nostalgia era troppo forte. Chiss\u00e0 come se la sarebbe cavata Alina ai fornelli e<br \/>\ncome sarebbe stato essere al posto di Pavel&#8230;Neanche lui lo sapeva, ma Alina gli era entrata nel sangue.<br \/>\nLe aveva detto che se si fosse trasferita a Roma per il master, lui ne sarebbe stato felice. Non avrebbe<br \/>\nvisto Alina per un anno intero, poco ma sicuro! Visto che da gennaio a ottobre dell&#8217;anno prossimo Alina<br \/>\navrebbe fatto la spola tra la Svizzera e la Francia&#8230;ma c&#8217;era sempre la speranza che per le vacanze tornasse<br \/>\nin Italia, no? Ma gi\u00e0, i suoi genitori abitavano a Milano!<br \/>\nMeglio non pensarci&#8230;<br \/>\nIntanto che Dima si struggeva, Alina aveva incontrato Pavel in Liguria, alla dacia dei suoi genitori.<br \/>\nQuest&#8217;ultimo raccont\u00f2 ad Alina che il week end prima un suo amico pescarese che viveva a Roma si era<br \/>\nsposato; peccato non averlo invitato, anzich\u00e8 sprecare tempo con Dima!Ovviamente calc\u00f2 la voce su<br \/>\nquest&#8217;ultima parte. Alina non si scompose.<br \/>\nPavel aggiunse:- Davvero Alina, si sarebbe potuto invitarlo da te!-<br \/>\nAlina:-Buonanotte!Dove lo facevamo mangiare lui e la sua signora?Hai visto che tavolino piccolo avevo?<br \/>\n&#8211;<br \/>\nPavel:-Vedo che quando non puoi civettare diventi nervosa&#8230;.-<\/p>\n<p>Alina:-Uffa! Ma prova a pensare alla piccolezza di quel tavolino! Se si invitano ospiti, devono essere<br \/>\ncomodi a mangiare, altrimenti sai che pasticci! Qualcuno rovescerebbe qualcosa!-<br \/>\nPavel alz\u00f2 gli occhi al cielo. Alina nascose la risatina con la manica. Pens\u00f2:-Sarebbe stato proprio carino<br \/>\nprendere anche Dima per la gola, tavolino piccolo o no!-<br \/>\nA cena dona Alba disse ad Alina che luned\u00ec sarebbe arrivata da loro la cugina Vanessa, di un anno pi\u00f9<br \/>\ngiovane di Alina. Sbott\u00f2:-Avresti dovuto dirmelo prima!-<br \/>\nDona Alba:-Ma come, non ti fa piacere?-<br \/>\nAlina:-S\u00ec, ma me l&#8217;hai detto cos\u00ec, a bruciapelo!-<br \/>\nAlba:-Sai, tra i tuoi malanni e tutte le cose che ho da fare, mi \u00e8 proprio andato via di mente! Sta qui dieci<br \/>\ngiorni!-<br \/>\nAlina:-Va bene.-<br \/>\nTornarono a Milano, il giorno dopo arriv\u00f2 Vanessa. Sembrava molto meno spagnola di Alina. Era ancora<br \/>\npi\u00f9 magra e alta, coi capelli e gli occhi nocciola chiaro; appena poteva si tingeva in tutti i colori possibili<br \/>\ne immaginabili. Quando Alina vide Vanessa all&#8217;aeroporto, ostentava un castano mogano. Alina pens\u00f2:-<br \/>\nAlmeno lei pu\u00f2 sperimentare!Il biondo e il rosso farebbero a pugni col mio colorito olivastro!-<br \/>\nVanessa chiacchier\u00f2 con dona Alba di tutto un po&#8217;: aveva cambiato lavoro e ragazzo, abitava appena fuori<br \/>\nGranada con altre tre amiche. Port\u00f2 a dona Alba i saluti dei suoi genitori.<br \/>\nAppena fu sola con Alina le chiese come fosse andata a Roma; sapeva bene che sua cugina aveva il suo<br \/>\nbel daffare con Pavel.<br \/>\nAlina cominci\u00f2 a raccontarle del lavoro, della sua boss, di Marta, Simone, Gianmarco&#8230;ma poco a poco,<br \/>\nDima monopolizz\u00f2 la conversazione. Vanessa, che non studiava psicologia, cap\u00ec al volo che tra Dima e<br \/>\nAlina c&#8217;era molto di pi\u00f9 di quanto quest&#8217;ultima raccontasse.<br \/>\nPensava:-Alina fa benissimo a tenere Pavel sulla corda. Se il mio uomo mi avesse detto le stesse cose che<br \/>\nPavel disse ad Alina, io l&#8217;avrei piantato seduta stante!Lo stesso se mi avesse rintronato continuamente le<br \/>\norecchie con la sue ex!Alina gliela sta facendo pagare con Dima. Ben gli sta, a Pavel!-<br \/>\nPer dieci giorni le cugine si divertirono come pazze. Si alzavano a mezzogiorno, pranzavano, uscivano a<br \/>\nfar spese, alle 8 di sera rientravano, si preparavano per la serata, cenavano, uscivano per l&#8217;apertivo&#8230;e<br \/>\nall&#8217;una erano in discoteca, da cui tornavano alle sette.<br \/>\nAlina recuper\u00f2 quello smalto che l&#8217;aveva sempre contraddistinta, rideva di pi\u00f9, non si disperava dietro a<br \/>\nPavel pi\u00f9 di tanto. Intanto continuavano a sentirsi. Le annunci\u00f2 che se voleva, si sarebbero incontrati<br \/>\nl&#8217;ultimo week end di novembre a Roma per due giorni, poi lui sarebbe proseguito per Brindisi e lei<br \/>\nsarebbe rientrata a Milano. Alina disse di s\u00ec.<br \/>\nIl giorno dopo la partenza di Vanessa, il 15 novembre, Alina si mise al pc e scrisse una lettera a Dima,<br \/>\ndopo un lungo tira e molla con s\u00e8 stessa.<br \/>\nEvit\u00f2 ogni sdolcinatura, accennando solo qua e l\u00e0 con frasi spiritose a quello che ormai c&#8217;era tra loro. Gli<br \/>\nscrisse che se avesse fatto posto a lei e Pavel per l&#8217;ultimo week end di novembre sarebbe stata contenta.<br \/>\nLui stesso non le aveva detto di accodarsi a Pavel, se quest&#8217;ultimo fosse capitato a Roma?<br \/>\nBeh, se diceva sul serio, eccolo accontentato!<br \/>\nAlina chiuse la lettera con un malizioso:&#8221;I dettagli strategici mi verranno in mente in questi giorni. Nel<br \/>\nfrattempo mi farai pure tu il piacere di lambiccarti il cervello in proposito&#8221;.<br \/>\nCos\u00ec trascorsero i giorni. Pavel era gi\u00e0 a Roma quella mattina. Alina arriv\u00f2 alle due del pomeriggio circa.<br \/>\nCon Dima si erano messi d&#8217;accordo di andare tutti e quattro al cinema quella sera. Pavel e Alina avrebbero<br \/>\ndormito da Dima, visto che era riuscito a far loro posto.<\/p>\n<p>Tutti e quattro si incontrarono intorno alle nove di sera. La sequenza dei posti al cinema era questa: Pavel-<br \/>\nAlina- Dima- Ramona. Naturalmente nella penombra, Dima aveva una gamba intrecciata a quella di Alina<\/p>\n<p>e Pavel una mano della stessa nella sua. Ora che non aveva visto Alina per tre settimane ne sentiva la<br \/>\nmancanza, eccome!<br \/>\nDopo il film uscirono a prendersi un drink. Dima aveva sempre gli occhi fissi su Alina e avrebbe dato<br \/>\nqualsiasi cosa per essere Pavel, che la teneva per mano, la abbracciava e baciava in continuazione.<br \/>\nRamona lod\u00f2 molto il romanticismo di Pavel. Dima pens\u00f2:-Adesso che ha sentito puzza di corna fa lo<br \/>\nsdolcinato! Mi fossi comportato con te come ha fatto con Alina in certe occasioni, mi avresti gi\u00e0 piantato<br \/>\nda un pezzo!Alina \u00e8 a dir poco una santa a sopportarlo!-<br \/>\nLa guard\u00f2 con ancor pi\u00f9 tenerezza, avrebbe voluto lanciarlesi addosso. Non potendole comunicare<br \/>\ndirettamente i suoi piani per la notte, and\u00f2 in bagno. L\u00ec mand\u00f2 ad Alina un sms. Torn\u00f2. Poco dopo si alz\u00f2<\/p>\n<p>anche Alina per andarsi a prendere un altro drink al bancone. Lesse l&#8217;sms:-Alle tre in bagno, dolce!Non<br \/>\nresisto pi\u00f9!-<br \/>\nAlina cap\u00ec, torn\u00f2 al tavolo con la bevanda. Poco dopo pagarono e si diressero da Dima; lui e la consorte in<br \/>\nmoto, Alina e Pavel in taxi.<br \/>\nQuesti ultimi si dovettero arrangiare su un divano stretto e duro, e non solo per dormire!<br \/>\nLe pareti dell&#8217;appartamento erano sottilissime e Dima sembrava essere sui carboni ardenti, coricato di<br \/>\nfianco a Ramona.<br \/>\nDato che non sarebbe comunque riuscito a dormire, Dima decise di fare la stessa cosa dei suoi ospiti, ma<br \/>\ncon Ramona (per poco chiamandola Alina). Sfin\u00ec Ramona per benino; intanto Pavel si era addormentato e<br \/>\nAlina aguzzava la vista alla luce artificiale che filtrava dalla finestra per consultare l&#8217;ora. Anche lei era sui<br \/>\ncarboni ardenti!<br \/>\nFinalmente venne l&#8217;ora X. Alina sent\u00ec un rumore di passi verso il bagno&#8230;quando la casa fu di nuovo in<br \/>\nsilenzio perfetto, Alina si mosse, a tastoni. Una mano l&#8217;afferr\u00f2 nell&#8217;oscurit\u00e0. La spinse in bagno.- Sshh,<br \/>\nAlina!Sono io, Dima!.- La baci\u00f2 nell&#8217;oscurit\u00e0, con disperazione, frugandola dappertutto.<br \/>\nLe disse:-Torniamo a letto ora&#8230;mi spiace non poterti dare di pi\u00f9!- La strinse un&#8217;ultima volta, la lasci\u00f2<br \/>\nandare, con la morte nel cuore. Dormire lei accanto a Pavel, e lui con Ramona!<br \/>\nIl giorno dopo Alina e Pavel tolsero il disturbo presto e andarono a far colazione in un bar l\u00e0 vicino.<br \/>\nPavel afferm\u00f2:-Stanotte ti sei alzata.-<br \/>\nAlina, di pietra:-S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec.-<br \/>\nPavel:-Come mai?-<br \/>\nAlina:-Ho bevuto molto prima di andare a letto, ti ricordi? Non preoccuparti, i medici dicono che \u00e8<br \/>\nnormale alzarsi due o tre volte per andare in bagno nell&#8217;arco di una notte!-<br \/>\nPavel:-Per\u00f2 ne hai fatto di baccano!-<br \/>\nIl cuore di Alina diede un tuffo. Rispose, calmissima:- Era una casa che non conoscevo e andavo a tastoni,<br \/>\nno? Chiunque farebbe baccano!-<br \/>\nPavel:-Potevi stare pi\u00f9 attenta, avrai svegliato tutti, me compreso!-<br \/>\nAlina si sent\u00ec mancare. Se Pavel avesse sentito il bacio?No, altrimenti avrebbe parlato col voi&#8230;Almeno<br \/>\nlei e Dima erano stati accorti&#8230;<br \/>\nPasseggiarono per Roma; Alina prese il treno per Milano e Pavel quello per Brindisi. Si sentirono al<br \/>\ntelefono, tutto sembrava a posto.<br \/>\nMa Alina era inquieta, fin dalla conversazione con Pavel. Meno male che non aveva il suo codice<br \/>\nPIN&#8230;altrimenti avrebbe scoperto tutte le chiamate da e per Dima!Meno male che cancellava sempre i<br \/>\nsuoi sms e comunicava con lui via e-mail, avendo il buonsenso di distruggere le lettere<br \/>\ncompromettenti!Scriveva e telefonava a Dima abbastanza di rado; in una relazione clandestina saper<br \/>\naspettare era una virt\u00f9 capitale.<br \/>\nPrima della partenza di Alina per la Russia si rividero a Milano, da dove Pavel sarebbe partito per San<br \/>\nPietroburgo, dove Alina l&#8217;avrebbe raggiunto cinque giorni dopo.<br \/>\nFu cos\u00ec che Alina lo raggiunse; il giorno prima aveva scritto a Dima.<br \/>\nAlina, tardissimo, arriv\u00f2 a San Pietroburgo. Pavel and\u00f2 a prenderla con la sua macchina, una vecchia<br \/>\nOpel Astra blu. I suoi genitori la accolsero benissimo, come al solito; Alina era ormai una figlia per loro.<br \/>\nSi informarono della salute, dei suoi studi, della sua famiglia&#8230;<br \/>\nLa reputavano una personcina di altissimo talento: bastava vedere con quale facilit\u00e0 aveva imparato il<br \/>\nrusso!Come scriveva bene!Pavel aveva tradotto loro qualche suo racconto, ed erano rimasti a bocca<br \/>\naperta. Bisogna ricordare che Alina aveva vinto un sacco di concorsi letterari in Italia e Spagna; aveva<br \/>\npure pubblicato un libretto.<br \/>\nLa prima sera in Russia trascorse bene, con una cena a base di t\u00e8, pane, burro e caviale, vista l&#8217;ora tarda.<br \/>\nGi\u00e0 il giorno dopo, a colazione, Pavel present\u00f2 ad Alina il programma dei musei consigliatole quell&#8217;estate,<br \/>\ncon i luoghi gi\u00e0 visitati contrassegnati da una linea rossa. Mentre Alina si truccava, Pavel stil\u00f2 un elenco<br \/>\ndi visite: il palazzo Menshekov, Oranienbaum, il palazzo Elagin&#8230;pi\u00f9 i vari musei. La sera sarebbe stata<br \/>\nun susseguirsi di concerti e teatri. Insomma, una scorpacciata di cultura.<br \/>\nAlina a dire il vero avrebbe gradito anche un po&#8217; di shopping, una sera in un pub o in discoteca&#8230;Ogni<br \/>\nvolta che uscivano di casa, Pavel le spiegava per filo e per segno la storia dei vari palazzi, chiese, etc.<br \/>\nAlina faceva finta di ascoltare attentamente, mentre la sua mente andava a Dima, le loro scorrerie a Via<br \/>\nVeneto, le loro notti, la movida spagnola&#8230;Ma guai a dire queste cose ai genitori di Pavel! Ne sarebbe<br \/>\nseguito un calo notevole per la sua immagine di genio!<\/p>\n<p>Per fortuna che Alina aveva un&#8217;ottima memoria e avrebbe saputo ripetere le spiegazioni di Pavel; anche<br \/>\nperch\u00e8 quando loro due ripassavano davanti allo stesso monumento, Pavel ripartiva con le sue chiacchiere<br \/>\nda guida turistica.<br \/>\nQualche volta capitava che Pavel dovesse recarsi alla sua universit\u00e0 per controllare la posta elettronica.<br \/>\nAlina faceva lo stesso, solo che scriveva prima a Dima, dopo ai genitori. Gli raccontava della sua vita a<br \/>\nSan Pietroburgo, delle fisime da cicerone di Pavel, della &#8220;fauna&#8221; molto interessante della citt\u00e0,<br \/>\nspecialmente i cadetti delle varie accademie militari, con le loro uniformi&#8230;Dima le rispondeva con lettere<br \/>\npiene di brio, parlandole della citt\u00e0 notturna, che Alina avrebbe voluto tanto visitare: avesse potuto<br \/>\ninvitarcela! Peccato che lui avrebbe raggiunto la Russia in aprile, mentre lei era in Francia! La faceva<br \/>\nridere, raccomandandole di non addormentarsi di fianco a Pavel. Una dormita fuori luogo avrebbe<br \/>\nnuociuto alla sua immagine di cervellona molto di pi\u00f9 che una nottata al Candyman!<br \/>\nNaturalmente Alina aveva l&#8217;accortezza di scrivere a Dima appena Pavel spariva dietro al suo computer.<br \/>\nCos\u00ec, quando andava a prenderla e si sedeva vicino a lei, trovava sullo schermo una normale lettera ai suoi<br \/>\ngenitori, per giunta in spagnolo.<br \/>\nLe vacanze in Russia passarono. Alina vide Pavel un&#8217;ultima volta a gennaio per salutarlo. Lei poi part\u00ec per<br \/>\nLilla.<br \/>\nArrivata l\u00e0, la prima cosa che fece fu di attaccare il suo portatile a Internet. Da l\u00ec scrisse a Dima del<br \/>\nviaggio, di com&#8217;era Lilla etc. Poi scrisse a Pavel, ovviamente cambiando alcune cose. Cominci\u00f2 la solita<br \/>\nvita da studentessa: lezioni, esami, discoteche, pub&#8230;<br \/>\nC&#8217;era nel suo corso un altro studente italiano, Massimo. Indovinate da dove veniva? Ma da Brindisi!<br \/>\nQuando Alina lo seppe, non sapeva se ridere o piangere. Ma divennero ottimi amici. Massimo era carino<br \/>\npure lui, bruno con gli occhi verdi; Alina pens\u00f2 molte volte di vendicarsi su Pavel con Massimo; ma per<br \/>\nlui Alina era solo un&#8217;amica, simpatica finch\u00e8 vuoi, ma pur sempre un&#8217;amica! Alina usciva con lui insieme<br \/>\nagli altri ragazzi, divertendosi molto.<br \/>\nPavel, dal canto suo, mantenne la promessa, la venne a trovare qualche volta.<br \/>\nAnche Dima venne, ma solo una volta, con la scusa di un viaggio di lavoro a Parigi. All&#8217;aeroporto gi\u00e0<br \/>\ncapirono che le lettere potevano fare ben poco per lenire la nostalgia. Si amarono per tre giorni<br \/>\ndisperatamente, sapendo che non sarebbe bastata la vita per smaltire tutta la passione. Naturalmente Dima<br \/>\nport\u00f2 con s\u00e8 un bel po&#8217; di contante per non insospettire sua moglie: ristoranti e regali sarebbero stati<br \/>\nregistrati sull&#8217;estratto conto!<br \/>\nIntanto che Dima e Alina si sfinivano tra le lenzuola e si scambiavano lettere d&#8217;amore da far arrossire<br \/>\nanche le prostitute, Pavel stava ottenendo il suo divorzio con un trionfo: Daniele sarebbe stato affidato a<br \/>\nlui, in quanto Immacolata non voleva pi\u00f9 sentirsi legata a lui in nessun modo, nemmeno attraverso il<br \/>\nfiglio.<br \/>\nPavel era entusiasta. Mise solo questa condizione: che suo figlio finisse l&#8217;asilo a Brindisi; poi l&#8217;avrebbe<br \/>\nraggiunto a Roma. Pavel aveva trovato l\u00ec un posto di professore associato. Si stava gi\u00e0 interessando per<br \/>\ncercare casa a Roma. Avrebbe cominciato a insegnare l\u00ec a partire da settembre 2004, giusto in tempo per<br \/>\niscrivere suo figlio a scuola. Ovviamente Pavel tacque ad Alina di Daniele.<br \/>\nAlina fin\u00ec il suo stage in Svizzera. A novembre inizi\u00f2 il suo quarto anno vicino a Pisa. Si laure\u00f2.<br \/>\nQuell&#8217;anno ebbe occasione di vedere Dima, ma dovette comportarsi con la massima circospezione. La<br \/>\nlontananza non spegneva la passione; attraverso Dima, Alina sapeva delle vere intenzioni di Pavel. Verso<br \/>\nl&#8217;estate la situazione miglior\u00f2, in quanto era spesso a Roma con Pavel per cercare casa. Dima, pur di starle<br \/>\nvicino, si era rassegnato al compito di guida turistica per le agenzie immobiliari. Alla fine trovarono in<br \/>\nVia Regina Margherita. Alina ebbe i primi sospetti quando vide che Pavel aveva scelto proprio quella casa<br \/>\nperch\u00e8 la seconda stanza da letto sarebbe stata grande e luminosa.<br \/>\nAlina and\u00f2 come al solito in vacanza in Russia, sperando che qualcosa all&#8217; ultimo momento facesse saltare<br \/>\nquel progetto secondo lei folle. Daniele era viziato, insopportabile, capriccioso&#8230;dover studiare e fargli da<br \/>\nmadre contemporaneamente!Atroce! Ma ormai c&#8217;era troppo dentro&#8230;<br \/>\nPavel raccont\u00f2 dei suoi piani ai suoi genitori, che benedirono il cielo per avergli fatto incontrare Alina,<br \/>\ncos\u00ec paziente e comprensiva&#8230;brindarono alla loro felicit\u00e0. La reazione di dona Alba non fu per\u00f2 la stessa.<br \/>\nDisse a sua figlia che stava facendo una follia: che fuggisse in Spagna, in Sudamerica, dove voleva, le<br \/>\navrebbe dato lei i soldi!-Alina, pensaci! Hai tutta la vita davanti!Ti stai rovinando!-<br \/>\nAlina rispose:-Lo so, ma ci sono troppo dentro!Se devo bere il calice amaro, lo far\u00f2 fino in fondo!Tanto<br \/>\nnon sono ancora sposata!-<\/p>\n<p>Quella sera dona Alba pianse lacrime amare:- Locura de amor! Alina salvati!Non ce la farai, impazzirai o<br \/>\nmorirai!-<br \/>\nChe ci poteva fare, per quanto le volesse bene?L&#8217;ostinazione amorosa era sempre stato un male incurabile!<br \/>\nDona Alba aiut\u00f2 Alina a traslocare a Roma, all&#8217;inizio di settembre; Pavel le aiut\u00f2. Dona Alba fatic\u00f2 molto<br \/>\na nascondergli il suo disappunto. Ma anche lei sapeva che parlare con Pavel era come parlare al muro&#8230;<br \/>\nPavel sarebbe andato a prendere il bambino una settimana dopo, per fargli iniziare la scuola. Cos\u00ec part\u00ec<br \/>\nper Brindisi, come al solito. Alina, appena rimase sola, entr\u00f2 nella camera del bambino, arredata di tutto<br \/>\npunto; scoppi\u00f2 in un pianto dirotto. Chiam\u00f2 Dima, disperata. Tra i singhiozzi le disse che sarebbe arrivato<br \/>\nda lei il giorno dopo. Cos\u00ec fece. Alina si sfog\u00f2 con lui: era troppo, un figlio non suo! Avere a che fare con<br \/>\nDaniele significava tirarsi in casa anche quella famiglia di pazzi dei suoi ex suoceri! Pavel aveva passato<br \/>\nla misura! Imporle cos\u00ec suo figlio&#8230;<br \/>\nDima la accarezz\u00f2, la lasci\u00f2 piangere. Stettero cos\u00ec un&#8217;ora buona.<br \/>\nAlla fine Dima le prese il viso nelle sue mani, la baci\u00f2 a lungo. -Calmati, tesoro mio! Non fare cos\u00ec, non<br \/>\nho figli, io&#8230;ma me ne piacerebbe tanto uno, da te! Rendiamo a Pavel pan per focaccia, imponigli tu un<br \/>\nfiglio non suo!-<br \/>\nAd Alina sembr\u00f2 un ottimo modo di vendicarsi. Torn\u00f2 lucida. Voleva partorire dopo luglio, quando<br \/>\navrebbe ormai finito gli studi; di conseguenza sarebbe dovuta rimanere incinta tra ottobre e novembre.<br \/>\nDima continu\u00f2 a baciarla, dicendole che ormai non poteva pi\u00f9 fare a meno di lei; gli avrebbe dato un<br \/>\nfiglio! La fece sdraiare, inaugurando cos\u00ec il letto di quell&#8217; appartamento. Dima rimase da lei pi\u00f9 a lungo,<br \/>\ncenando con lei. Maledisse il destino, che li aveva fatti incontrare troppo tardi.<br \/>\nDima torn\u00f2 da lei; Pavel sarebbe rientrato il giorno dopo. Alina ebbe il suo ultimo giorno di pace. Daniele<br \/>\nsi rivel\u00f2 proprio come descritto dal padre: pestifero e insopportabilmente viziato.<br \/>\nPavel lo difendeva sempre, accusando Alina di essere troppo severa. Ogni giorno Daniele doveva<br \/>\ncomprarsi qualcosa e Pavel lo accontentava. Fu cos\u00ec che Alina dovette dare lezioni private di spagnolo per<br \/>\nsbarcare il lunario. Pavel non le permise nemmeno una baby sitter, in quanto doveva imparare ad avere a<br \/>\nche fare coi bambini.<br \/>\nAlina trascorse in questo modo due mesi d&#8217;inferno. Si svegliava alle sei e andava a letto a mezzanotte; era<br \/>\nsempre pi\u00f9 sciupata. Anche Dima lo vedeva: i suoi occhi scuri non avevano pi\u00f9 quella luce tanto<br \/>\ninteressante! Quando lei era a Roma, due anni prima, brillavano come due stelle&#8230;Era gi\u00e0 magra, ma se<br \/>\navesse perso ancora peso&#8230;Per forza, a correre qua e l\u00e0 da mane a sera, tornare a casa ad accudire un<br \/>\nmarmocchio viziato, un convivente alquanto egoista, una casa, chi non ne avrebbe risentito?<br \/>\nCiononostante Alina e Dima si incontravano abbastanza spesso. Con la scusa delle lezioni di spagnolo,<br \/>\nAlina godeva di abbastanza libert\u00e0 di movimento. Dima si organizz\u00f2, prendendo in affitto un monolocale<br \/>\nnel centro di Roma, che anticamente si sarebbe chiamato &#8220;gar\u00e7onni\u00e8re&#8221;.<br \/>\nTra un fornitore e l&#8217;altro lui, tra una lezione e l&#8217;altra lei, si incontravano l\u00ec. Dima capiva che Alina non ne<br \/>\npoteva veramente pi\u00f9, n\u00e8 lui di vivere con Ramona. Alina gli era entrata ormai nel sangue e doveva<br \/>\nvederla tutti i giorni. Alina tra uno stress e l&#8217;altro inizi\u00f2 il suo master. Per studiare in pace andava in<br \/>\nbiblioteca. Dopo lo studio, da Dima. L&#8217;idea di imporre a Pavel un figlio non suo le piaceva da matti!<br \/>\nAlina rimase incinta; ovviamente Pavel pens\u00f2 che il piccolo fosse suo. Tutti e due cominciarono a<br \/>\npreparare la sua cameretta, ma Alina avrebbe voluto che ci fosse Dima.<br \/>\nPavel per\u00f2 non era tanto cieco: aveva in qualche modo sentore che Alina e Dima avessero troppa<br \/>\nconfidenza tra loro; quindi, lo invitava il meno possibile. Per\u00f2 il pallino di fare affari con lui non gli era<br \/>\npassato. Una volta Pavel gli telefon\u00f2 per proporgliene uno; Dima si &#8220;autoinvit\u00f2&#8221;a casa sua, col pretesto di<br \/>\ndare un&#8217;occhiata a casa sua, che non aveva mai visto (che bugia!). Pavel, visto che era per affari, accett\u00f2 a<br \/>\nmalincuore.<br \/>\nDima si present\u00f2 da lui con una bottiglia di vino e fiori per la padrona di casa. Vide subito in che<br \/>\ncondizioni viveva Alina: un bambino viziatissimo (per giunta non suo), gli studi che la assorbivano<br \/>\nmoltissimo, una casa da pulire&#8230;e nemmeno un po&#8217; di tempo per s\u00e8 stessa. Gi\u00e0 la pancia e il seno le si<br \/>\nerano ingrossati. Almeno non era pi\u00f9 cos\u00ec magra&#8230;<br \/>\nOvviamente Pavel e Dima a tavola parlarono dei loro affari; ma Dima pot\u00e8 rivolgere ad Alina poche<br \/>\nparole di circostanza, a causa del moccioso. Se Dima fosse uscito dai ranghi, avrebbe raccontato tutto a<br \/>\nsuo padre. Dima si limit\u00f2 soltanto a cercare le gambe di Alina sotto il tavolo, a visitare la camera di suo<br \/>\nfiglio con lei, a guardarle teneramente la pancia, a farle i complimenti per il suo risotto al Barolo. Pot\u00e8<br \/>\nguardarla, ma non toccarla, se non per pochi secondi, porgendole il mazzo di fiori. Avrebbe tanto voluto<\/p>\n<p>abbracciarla e comprare lui il necessario per la cameretta&#8230;Fin\u00ec la serata, baci\u00f2 Alina tre volte sulle<br \/>\nguance (di pi\u00f9 non poteva fare) e and\u00f2 a casa. Pensava al suo bambino e ad Alina, intrappolata in una<br \/>\nsituazione cos\u00ec incresciosa. Sospir\u00f2 per lei, salendo sulla moto. Guard\u00f2 in alto, verso il suo appartamento.<br \/>\nLa pancia di Alina cresceva, con essa l&#8217;emozione di Dima. Insieme se la ridevano di Pavel. Ma Alina<br \/>\ncontinuava la sua solita vita: studio, cura della casa, sopportazione di Daniele. Per fortuna che anche<br \/>\nPavel aveva capito che se Alina avesse continuato a sfiatarsi cos\u00ec avrebbe avuto seri problemi. Accett\u00f2 di<br \/>\naiutarla in casa e con Daniele. I dottori le avevano prescritto molto riposo, avendo notato di come la<br \/>\nprostravano le nausee. A parte questo, Alina sopportava il suo stato abbastanza bene. Ramona non dava<br \/>\nfigli a Dima&#8230;ci pensava Alina, felicissima di vendicarsi su Pavel.<br \/>\nChiss\u00e0 a chi avrebbe assomigliato suo figlio&#8230;Sia Dima che Pavel erano biondi con gli occhi azzurri, solo<br \/>\nche Dima era pi\u00f9 chiaro di Pavel; Alina era molto scura. Se il bambino avesse preso da lei, ci sarebbero<br \/>\nstati meno problemi.<br \/>\nFrattanto Dima le mandava qualche regalino per il bambino attraverso Pavel, giustificandosi con lui che<br \/>\nAlina era per lui quasi una persona di famiglia, visto che viveva con lui, il suo caro amico d&#8217;infanzia.<br \/>\nIntanto le visite di Pavel a Brindisi cominciarono a far piacere ad Alina, cos\u00ec poteva stare pi\u00f9 tranquilla,<br \/>\nsia per studiare sia per incontrare Dima. Non era pi\u00f9 cos\u00ec arrabbiata quando Pavel preparava il suo<br \/>\nbagaglio. Anche lui se n&#8217;era accorto, ma lo imput\u00f2 alla gravidanza. Gli faceva piacere che Alina avesse<br \/>\nsmesso di vedere &#8220;quello che non c&#8217;era&#8221;!<br \/>\nAlina era inoltre preoccupata per la sua linea, sopratutto per le smagliature. Gi\u00e0 aveva una rigaccia rossa<br \/>\nsulla pancia (la sua cicatrice) non ne voleva di bianche! Si ungeva il corpo con tutti gli oli e creme<br \/>\npossibili ed immaginabili. Inoltre non voleva che la sua vita si allargasse troppo. Il medico in proposito le<br \/>\nraccomand\u00f2 di fare moto durante e dopo; la dieta spagnola andava benissimo, purch\u00e8 non esagerasse col<br \/>\npeperoncino.<br \/>\nQuando Dima andava a trovarla, scopr\u00ec un nuovo divertimento: aspettarla dopo la doccia. Dopodich\u00e8 la<br \/>\nungeva con i suoi prodotti di bellezza. Ridevano a crepapelle l&#8217;uno con l&#8217;altro delle mani impiastricciate di<br \/>\ncrema rassodante e olio di germe di grano. Poi Dima se la prendeva tra le braccia e la portava in camera.<br \/>\nL\u00ec verificava che tutti gli accorgimenti di Alina per la bellezza servivano a qualcosa: la sua pelle era<br \/>\nancora pi\u00f9 morbida e delicata. Ingrassata stava ancora meglio: non le si vedevano pi\u00f9 le costole, n\u00e8 le<br \/>\nossa iliache erano pi\u00f9 cos\u00ec sporgenti.<br \/>\nAnche Dima, dopo essere stato da Alina si sentiva in pace con s\u00e8 stesso e col mondo. La sua bella Alina<br \/>\ngli stava per dare un figlio!<br \/>\nGrazie a lei aveva pure imparato un po&#8217; di spagnolo; ogni volta provava a comunicare con lei in questa<br \/>\nlingua; ovviamente se Dima avesse contattato un vero insegnante quest&#8217;ultimo avrebbe avuto un gran<br \/>\ndaffare a correggergli la &#8220;s&#8221; tipicamente andalusa!Con Alina rideva parecchio, quando inciampava nelle<br \/>\nforme dei verbi irregolari! Alina grazie a lui migliorava il russo; di questo si erano accorti sia Pavel che il<br \/>\nsuo professore alla SIOI. Solo che Pavel imputava questo fenomeno alla scuola e quest&#8217;ultima a Pavel.<br \/>\nAnche Alina faceva i suoi bei strafalcioni coi verbi di movimento e prefissi e suffissi vari.<br \/>\nQuando potevano, cio\u00e8 quando Ramona era a Nepi o con le sue amiche, Dima e Alina noleggiavano le<br \/>\nvideocassette da Blockbuster e mangiavano assieme. Dima aveva imparato ad amare la cucina spagnola:<br \/>\noltre alla classica paella, gli piacevano le uova alla flamenca e la zarzuela de mariscos.<br \/>\nI dolci, poi!Quanti ne voleva!Torrejas di panna, mel i mat\u00f2, ensaimada, cioccolata alla spagnola.<br \/>\nDima aveva pure imparato a cucinare la frittata con le patate, in caso loro due fossero troppo esausti per<br \/>\nmettersi ai fornelli.<br \/>\nDima si sentiva sempre peggio a tornare da Ramona. Non ne poteva davvero pi\u00f9. Come non ne poteva pi\u00f9<br \/>\ndi vedere Alina soffrire a causa di Daniele e suo padre. Era una situazione davvero complicata. S\u00ec, era<br \/>\ncolpa loro, ma l&#8217;avevano voluto cos\u00ec tanto&#8230;erano stati annebbiati dalla passione. Dima si era scoperto<br \/>\ngeloso di Pavel; non sopportava pi\u00f9 il fatto che Alina dividesse il letto con lui; tutte le notti doveva<br \/>\ncostringersi a non pensare. Tutte queste preoccupazioni stavano incidendo pesantemente sul suo fisico:<br \/>\ndimagriva a vista d&#8217;occhio e passava delle grand&#8217;ore in palestra, per sfogarsi. Immaginava che il punching<br \/>\nball fossero Pavel e Daniele, che stavano facendo uscire Alina di senno.<br \/>\nPer sentirsi ancora pi\u00f9 vicino a lei, aveva scaricato da Internet la canzone &#8220;Ya soshla s uma&#8221; come<br \/>\nsuoneria per il cellulare. Com&#8217;era felice quando le aveva regalato quel CD, due anni e mezzo prima! Il<br \/>\nbigliettino, come se lo ricordava!Se chiudeva gli occhi, poteva ancora sentire la texture della carta. Le<br \/>\nparole di &#8220;Ya soshla s uma&#8221; gli erano molto congeniali: &#8220;All the things she said, run into my head&#8230;&#8221;, &#8220;It is<br \/>\nmy fault, but I want it so much&#8230;&#8221;, &#8220;I&#8217;m feeling for her what she&#8217;s feeling for me&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Ma una volta per caso ne sent\u00ec un&#8217;altra, che esprimeva anch&#8217;essa il suo stato d&#8217;animo. Non si cur\u00f2 mai di<br \/>\nsapere chi fosse questo cantante; semplicemente un giorno era in ufficio a fare nulla e aveva acceso la<br \/>\nradio. Si era imbattuto in questo ritornello: &#8220;E&#8217; vero, prima diciamo &#8220;giochiamo&#8221;, poi ci innamoriamo, \u00e8<br \/>\nvero, i nostri tradimenti prima o poi li paghiamo&#8230;.- Alla strofa:-Ti amo, la amo, ti amo, la amo&#8230;- si sent\u00ec<br \/>\nil cuore scoppiare.<br \/>\nAlina ti amo, Alina la amo, Alina, Alina, Alina&#8230;e intanto l&#8217;oggetto del suo amore vegetava accanto a<br \/>\nqualcuno che lui ora cordialmente detestava.<br \/>\nSi avvicinava l&#8217;estate, e con essa la fine della gravidanza di Alina, che aveva acquisito una placidit\u00e0<br \/>\nmoresca.<br \/>\nIl bambino prometteva di essere grosso e i seni le facevano male, tanto erano pieni.<br \/>\nAlina e Dima continuavano ad incontrarsi. Per lei, Dima acquis\u00ec pi\u00f9 dimestichezza con l&#8217;auto, veicolo che<br \/>\ndetestava, affinch\u00e8 Alina potesse almeno riposare, quando la riaccompagnava a due tre isolati da casa sua,<br \/>\ncarica di libri.<br \/>\nAnche Pavel e Dima si incontravano sporadicamente; durante le telefonate Dima mostrava un interesse di<br \/>\ncircostanza per la gravidanza di Alina. Una volta che aveva provato ad addentrarsi un po&#8217; di pi\u00f9 nei<br \/>\nparticolari, Pavel l&#8217;aveva fulminato con lo sguardo. Dima, calmissimo, rispose che aveva sentito che Alina<br \/>\nrischiava grosso se si affaticava troppo, e l&#8217;aveva vista un po&#8217; sciupata.<br \/>\nPavel lo raggel\u00f2 ulteriormente, intimandogli di farsi gli affari suoi. Dima si contenne pi\u00f9 che pot\u00e9;<br \/>\ndopodich\u00e8 non ce la fece pi\u00f9 e and\u00f2 in bagno. Rise come un matto, perch\u00e8 Pavel credeva davvero che il<br \/>\nbambino fosse suo. Tuff\u00f2 la faccia nell&#8217;acqua fredda e si ricompose. Comunque anche Pavel continuava a<br \/>\nfiutare puzza di bruciato. Ma non aveva prove per &#8220;inchiodarli&#8221;.<br \/>\nIntanto la mente di Dima ordiva un piano, secondo lui stesso folle: perch\u00e8 non fuggire in Spagna con<br \/>\nAlina?<br \/>\nPavel cercava di aiutare Alina pi\u00f9 che poteva , vedendola sfiancarsi. Non poteva pi\u00f9 pretendere cos\u00ec tanto<br \/>\nda lei&#8230;Alina sospese le lezioni di spagnolo e si dedic\u00f2 alla sua tesi, che avrebbe discusso all&#8217;ottavo mese<br \/>\ndi gravidanza.<br \/>\nIntanto che Alina studiava, Pavel e Daniele andavano a Brindisi una volta al mese, come al solito.<br \/>\nQuel week end che ebbero casa libera, Dima divor\u00f2 i manuali di puericultura e continuava a chiedere ad<br \/>\nAlina quando sarebbe nato il bambino. Alina gli rispondeva:-Inizio di agosto.-<br \/>\nInutile dire che Pavel considerava &#8220;sbagliata&#8221; quella data. Lui in quel periodo era gi\u00e0 in Russia e Alina,<br \/>\nimpedita dalla gravidanza, non avrebbe potuto raggiungerlo. Nel suo stato sarebbe stato pericolosissimo.<br \/>\nDi certo lui non sarebbe rientrato in Italia all&#8217;inizio di agosto, n\u00e8 avrebbe ritardato la sua partenza per la<br \/>\nRussia. Il tempo era denaro, che diamine!<br \/>\nAlina ne era parecchio irritata; raccont\u00f2 tutto a Dima, che pens\u00f2: -Beh, se lui vuole cos\u00ec tanto lasciare qua<br \/>\nAlina, mi far\u00f2 avanti io col mio piano!-<br \/>\nAlina discusse la sua tesi di master. Tenne duro tutto il giorno. Come al solito i tempi slittavano, aveva<br \/>\ncaldo, dovette stare molte ore in piedi con sottobraccio una cartella pesante da morire&#8230; le si erano<br \/>\ngonfiate le gambe e sudava come una fontanella.<br \/>\nQuando venne il suo turno entr\u00f2 in aula, sudata e pesante, a disagio nel suo vestito classico; nelle sue<br \/>\ncondizioni era davvero scomodo.<br \/>\nFin\u00ec di discutere la sua tesi sulla Spagna franchista e si tolse un peso di dosso.<br \/>\nArrivata a casa, appena pot\u00e9 mise i piedi in alto. Era in quella posizione quando qualcuno suon\u00f2. Era<br \/>\nDima, con un enorme mazzo di fiori. Glielo consegn\u00f2, si congratul\u00f2 con lei. Poi, si sa. Pavel non sarebbe<br \/>\nritornato fino a sera, Daniele era in vacanza a Brindisi.<br \/>\nDima non sopportava pi\u00f9 vivere lontano da Alina, glielo si leggeva in faccia. Anche Ramona aveva capito<br \/>\nche da quando Pavel si era trasferito a Roma, qualcosa nel marito non andava: era uscito di senno! Gli<br \/>\naveva controllato il telefonino e la sua casella e-mail: niente! Alina e Dima sapevano bene come<br \/>\ncautelarsi; Dima non parlava di Alina con nessuno, nonostante gli costasse molta fatica. Stessa cosa per i<br \/>\nregali: Alina aveva imparato a regalargli roba da mangiare, che spariva in pochi secondi. Nemmeno Pavel<br \/>\naveva trovato prove.<br \/>\nAlina era poi molto riservata coi suoi vicini, cos\u00ec nessuno si era accorto di Dima. Avevano avuto<br \/>\nun&#8217;ottima idea ad affittare quell&#8217;altro appartamento, a farsi vedere in giro assieme il meno possibile. Dima<br \/>\nfaceva visita ad Alina quando i vicini erano al lavoro, o a casa a mangiare, o impegnati nella passeggiata<br \/>\ndomenicale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec loro due erano riusciti a beffare il mondo intero e non era poco. In questi casi, &#8220;Radio Bemba&#8221; era<br \/>\nparticolarmente efficace, con tutte le sue conseguenze.<br \/>\nAlina &#8220;rubava&#8221; poco a poco dal bilancio comune per pagare la sua parte di affitto della gar\u00e7onni\u00e8re. Pavel<br \/>\nnon se ne accorgeva, in quanto occupatissimo a far quadrare i &#8220;suoi&#8221; conti: per il resto, che ci pensasse<br \/>\nAlina!<br \/>\nAlina e Dima dopo l&#8217;amore rifecero il letto, per cancellare le loro tracce e arieggiarono la stanza.<br \/>\nDopo un&#8217;ora dalla partenza di Dima, arriv\u00f2 Pavel. Le disse qualche parola di circostanza per la<br \/>\ndiscussione della tesi e si mise a telefonare a Daniele. Il dolore cominci\u00f2 a montarle nel petto. Continu\u00f2 a<br \/>\ncucinare come se nulla fosse. Pens\u00f2 a Dima, a quel pomeriggio appena trascorso, a come l&#8217;aveva fatta<br \/>\nsentire.<br \/>\nPavel era talmente assorto nelle sue beghe familiari, che non not\u00f2 il mazzo di orchidee. A tavola fu ancora<br \/>\npeggio. Continuava a chiacchierare sul fatto che si sarebbe dovuto trattenere a Brindisi una settimana<br \/>\ncirca, per salutare Daniele; poi avrebbe fatto una scappata a Roma per prendere l&#8217;aereo per la Russia.<br \/>\nEra l&#8217;inizio di luglio, Pavel sarebbe andato a Brindisi il 12, partito per la Russia il 20&#8230;avrebbe trascorso<br \/>\ntutta quella settimana a visitare tutti i negozi di giocattoli di Roma, spendendo una fortuna, lui che era<br \/>\nsempre cos\u00ec tirato coi soldi!<br \/>\nOvviamente nessuna parola per Alina, il cui parto si avvicinava. Pass\u00f2 sotto silenzio la questione delle<br \/>\nvacanze: che problema c&#8217;era, lui sarebbe tornato in Italia a fine settembre, no? Che noia interrompere il<br \/>\nsuo lavoro in Russia per venire a riconoscere suo figlio, avrebbe dovuto spendere un sacco di soldi per il<br \/>\nbiglietto!<br \/>\nAlina sfog\u00f2 la sua rabbia pulendo la cucina e stirando. Il giorno dopo chiam\u00f2 Dima, chiedendogli un<br \/>\nappuntamento alla solita gar\u00e7onni\u00e8re.<br \/>\nSi incontrarono l\u00ec e gli raccont\u00f2 della sera prima e di come facesse piacere a Pavel partire per Brindisi.<br \/>\nDima cap\u00ec che non c&#8217;era pi\u00f9 tempo da perdere. Quel segreto che lo tormentava esplose:- Fuggiamo in<br \/>\nSpagna!-<br \/>\nAlina disse di s\u00ec. Volare nel suo stato sarebbe stato pericoloso, ma la Russia distava tre ore e mezzo di<br \/>\naereo, mentre la Spagna due scarse. Non gliene importava pi\u00f9 nulla: se Pavel partiva cos\u00ec a cuor leggero,<br \/>\nlei sarebbe fuggita nella sua terra con Dima, e per sempre!<br \/>\nPavel part\u00ec per Brindisi il 12; mentre era via Alina e Dima prepararono i loro bagagli e la fuga. Sarebbero<br \/>\npartiti dopo Pavel. Decidendo di uscire allo scoperto, la questione del cognome del bambino si era risolta;<br \/>\nsarebbe stato figlio loro a tutti gli effetti.<br \/>\nPavel part\u00ec tranquillo per la Russia. Alina e Dima avevano i biglietti per il 24.<br \/>\nPavel telefon\u00f2 ad Alina i primi quattro giorni; tutto bene. Dal 24 in poi, pi\u00f9 nulla. Chiam\u00f2 anche dona<br \/>\nAlba, che non sapeva dove fosse sua figlia. Pavel non aveva il numero di Vanessa, l&#8217;unica persona che<br \/>\navrebbe potuto ( se avesse voluto) aiutarlo.<br \/>\nLa cugina di Alina era l&#8217;unica persona a conoscere i suoi piani. Visto che era in vacanza a Torremolinos,<br \/>\npoco lontano da Malaga, Alina l&#8217;aveva informata per filo e per segno, e l&#8217;aveva incaricata di cercare loro<br \/>\nuna sistemazione.<br \/>\nDima e Alina arrivarono a Malaga all&#8217;ora della siesta: la citt\u00e0 era un deserto. Vanessa era l\u00ec; l&#8217;aspetto della<br \/>\ncugina la preoccup\u00f2: Alina era sfinita per il caldo. Fecero appena in tempo a caricare le valigie sulla sua<br \/>\nSEAT che Alina cominci\u00f2 a perdere le acque e a strillare come un&#8217;ossessa.<br \/>\nVanessa, in preda al panico, chiese aiuto ad una farmacia, circa la clinica od ospedale pi\u00f9 vicino, e via a<br \/>\nrotta di collo!Dima cercava di calmare Alina, invocando Dio e tutti i santi, lui che era ateo!Per fortuna che<br \/>\nle strade erano libere, non essendoci in giro nessuno! Il caldo aumentava la puzza di liquido amniotico,<br \/>\ngi\u00e0 di per s\u00e8 pestilenziale.<br \/>\nPoco dopo le fatidiche cinco de la tarde, Ivan Miguel Dmitrievic Dorotkin Redaelli venne alla luce. Il<br \/>\nnome era stato scelto in comune accordo tra i due, essendo diffusissimo sia in Russia che in Spagna.<br \/>\nPochi giorni dopo la nascita di Ivan, Alina e Dima raggiunsero Granada. Appena Alina pot\u00e9 alzarsi, si<br \/>\nrec\u00f2 all&#8217;Internet Caf\u00e8 pi\u00f9 vicino a casa sua, quello di Camino de Ronda. Scrisse a Pavel: &#8220;Per me sei solo<br \/>\nun&#8217;altra cosa che ho perso&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vendetta d&#8217;amore &nbsp; Era una sera come tante, in una casa \u201cbene\u201d della provincia di Milano. Alina aveva con s\u00e8 la solita scheda Internet, con la quale chiamava Pavel. &#8220;Meno male che stasera la rete non \u00e8 satura e la voce arriva bene&#8221;, pens\u00f2 Alina, sollevata, quando pot\u00e9 sentire la voce di Pavel. 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